Entartung – Recensione: Peccata Mortalia

“Peccata Mortalia” è il secondo studio album dei blacksters Entartung, ovvero “degenerazione”, two-piece tedesco composto da Lykormas (chitarra e batteria) e Vulfolaic (voce, basso, tastiere).

All’ascolto dell’album si evince come la band rimanga in parte ancorata al black metal della tradizione attraverso un sound ruvido e veloce, tuttavia non manchi di irrorare i brani di melodia con ampie dosi di tastiere che si mantengono profonde e non sovrastano l’essenza ferale dei brani. Notiamo inoltre come i due membri di questo gruppo puntino in modo convinto sulla drammaticità del pezzo, garantendo un forte riscontro emozionale. Il tutto (fa piacere constatarlo) senza risultare pacchiani o ricorrendo a troppe alchimie giusto per strizzare l’occhio al mainstream.

Ce lo suggerisce anche un panorama lirico piuttosto complesso che fa proprie mitologie e religioni dei secoli passati, elaborate dai due in un’ottica che appare principalmente descrittiva. “Peccata Mortalia” si direbbe idealmente diviso in due parti: la prima, fino alla canzone “Faith On The Scaffold”, propone dei pezzi veloci e quadrati in cui rientrano le soluzioni melodiche viste sopra, dai tasti del pianoforte a creare sfumature avvincenti a dei cupi cori operistici. L’intermezzo strumentale “Cimmerian Shade” fa da ponte con una seconda parte dove invece i brani sono cadenzati e rigorosi, eppure sempre in grado di farsi apprezzare per un fascino intrinseco. Lo dimostra “To Conquer Immortality In The Depths”, che nei suoi quasi dodici minuti di durata poggia su elementi come uno screaming velenoso e tappeti d i riff ipnotici e ripetuti che costruiscono una melodia forte e coinvolgente nella sua semplicità.

Discorso a parte per i finali delle canzoni, che lasciano spazio a crescendo di tastiere e arpeggi per concludere ogni singolo episodio con lugubre atmosfera. Gli Entartung si mostrano dunque molto bravi a mantenere saldo tanto un legame con i dettami classici del black quanto soluzioni dense di pathos e personali che non spengono, anzi arricchiscono, la natura squisitamente estrema del platter.

Voto recensore
7
Etichetta: World Terror Committee

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Der Hölle Herr
02.  Blasphemaverit In Spiritum Sanctum
03.  Out of Darkness Into Light
04.  Faith On The Scaffold
05.  Cimmerian Shade
06.  To Conquer Immortality In The Depths
07.  The Law Of The Claw
08.  Yawm Ad-Din


Sito Web: http://www.w-t-c.org/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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