Infernal Majesty – Recensione: One Who Points To Death

La prima cosa che uno si chiede ascoltando questo disco è: ma gli Infernal Majesty ci sono [convinti d’essere gli alfieri del thrash primordiale nel duemila] o ci fanno [di cavalcare la moda delle reunion per tirar su due lire con poco sforzo]?

Difficile rispondere. E difficile decidere quale delle due situazioni sia meno triste.

Non è, invece, difficile dare un giudizio su questo disco: orrendo. One Who Points To Death è un tremendo zibaldone d’idee rubate ai gruppi dell’avanguardia del thrash: Slayer in testa, ma anche Possessed, Sodom e diversi altri su quella linea, suonato male e prodotto peggio. Ogni singolo riff puzza di già sentito, i brani sono scontati, ovvi, ed in più, in alcuni casi, pure noiosi (incredibile, riuscirci, vista la qualità dei gruppi plagiati!). In questo quadretto già di per se poco edificante al recensore è stata negata, ahilui, causa l’assenza dei testi nel promo, la soddisfazione di approfondire il messaggio (di sicuro spessore) contenuto in un brano dal titolo ‘Virgin Blood Tastes Purest At Night’. Mah…

Non è neanche difficile capire se la Label che produce un disco del genere ci é o ci fa: nel tentativo di cavalcare l’onda delle reunion, visto evidentemente un rinato interesse del mercato per un certo stile musicale, si vanno a riesumare vecchi arnesi uccisi dal disinteresse ancor prima di diventare interessanti, si rimettono in piedi con nastro adesivo e fil di ferro e si buttano sul mercato sperando che, nella confusione, qualcuno, vuoi per l’inesperienza di chi si avvicina al metal adesso, vuoi per l’assunto (caro ai collezionisti) che tutto quello che è vecchio è bello, si becchi la sola.

Non dite poi che non v’avevo avvisato.

Voto recensore
4
Etichetta: Black Lotus Records

Anno: 2004

Tracklist: 01. Death of Heaven
02. Pestilential Eternity
03. Angels and Acid
04. Honey Tongue of Satan
05. Hysterion Proteron
06. Cathedral of Hate
07. Virgin Blood Tastes Purest At Night
08. One Who Points To Death

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