Thin Lizzy – Recensione: One Night Only

Trovarsi di fronte ad un disco come questo è come prendere lezioni di storia. Dedicato a Phil Lynott, capitanato da John Sykes con l’apporto di Scott Gorham, Darren Wharton, Marco Mendoza e Tommy Aldridge ecco rivivere i Thin Lizzy. Seminali, sanguigni, essenziali nel riproporre in tredici canzoni la storia della band che ha influenzato, fra gli altri, gli imperituri Iron Maiden. Le esecuzioni sono sufficientemente energiche e soprattutto la freschezza dei brani proposti riesce ad esorcizzare, anche se con difficoltà, il fantasma del leader indiscusso Lynott. Hard rock ai massimi livelli, dove John Sykes e Scott Gorham si dividono i ruoli di ascia solista, dove ci si scontra con una grande riproposizione di ‘The Sun Goes Down’ o nella grandissima ‘Still In Love With You’ prima di giungere al trittico finale dove ‘Cowboy Song’ e ‘The Boys Are Back In Town’ sono fuse tra di loro e lasciano spazio ancora alle leggendarie ‘Rosalie’ e ‘Black Rose’ a chiudere un omaggio fatto con il cuore, con gli amplificatori sparati a mille, ma senza quella facile nostalgia, quell’intento dannatamente patetico che è stato abusato negli ultimi anni ai danni di un certo Freddie Mercury. Un disco senza alcun dubbio consigliato a coloro che hanno amato i Thin Lizzy ed un ottimo punto di partenza anche per coloro che intendono conoscere una band fondamentale, ispiratrice di tanti moderni metallers padrona di alcune fra le più grandi canzoni hard rock.

Voto recensore
8
Etichetta: Spv / Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist: Jailbreak / Waiting For An Alibi / Don’t Believe A Word / Cold Sweat / The Sun Goes Down / Are You Ready / Bad Reputation / Suicide / Still IN Love With You / Cowboy Song / The Boys Are Back In Town / Rosalie / Black Rose

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