One Desire – One Night Only – Live In Helsinki

Anche per i One Desire, formazione finlandese con appena due album in studio all’attivo, giunge il momento di pubblicare un album live, per raccontare un concerto tenuto a fine 2020 presso un club relativamente piccolo di Helsinki. Un concerto amaro e speciale, perché fortemente voluto nonostante le enormi difficoltà legate al COVID-19 e perché giunto al termine di un anno che aveva visto disciogliersi come neve al sole tutti i progetti della band, compreso un promettente tour europeo con l’accompagnamento della The Night Flight Orchestra. In “One Night Only – Live In Helsinki” desiderio di rivalsa e trasporto ritmico si sposano bene bene già a partire dalle prime battute, con l’inizio del concerto affidato ai cori di “Shadowman”. La sensazione di pienezza e compattezza offerta dalla traccia di apertura è convincente, e per una volta sembra che il contesto dal vivo sia solo una piacevole aggiunta ad un brano registrato ed eseguito con la stessa meticolosità dello studio. Le prestazioni di André Linman alla voce e del chitarrista Jimmy Westerlund (“Godsent Extasy”) sono probabilmente gli elementi che meglio predispongono all’ascolto: laddove, a volte, la registrazione dal vivo porta a scusare qualche imprecisione, qui il lavoro è praticamente perfetto sotto tutti i punti di vista e gli applausi dei fan sono un contorno non invasivo e capace di aggiungere un’ulteriore dimensione ad una serata da ricordare.

Nella selezione dei brani in scaletta si sente un eurodrama verace alla Ronnie Atkins (come nell’insistita “Whenever I’m Dreaming”) che va oltre la definizione timida di rock melodico: tutto il materiale è cantabile ma anche appassionato e potente (“Apologize”), ben supportato da una sezione ritmica Kuhlberg / Sivula che va costantemente oltre il suo compitino. Non mancano naturalmente i momenti più rarefatti nei quali il pubblico nordico pare abbandonarsi alle note languide di una ballad: “This Is Where The Heartbreak Begins” e “Falling Apart” non fanno nulla, fin dall’eloquente titolo, per nascondere la loro natura zuccherosa, ma in un disco dai ritmi generalmente sostenuti questi diversivi si accolgono come un male necessario, se non addirittura come occasioni per ricordare dei mesi complicati e contemplare con più calma la classe di cui i One Desire sono tutti indubbiamente dotati. Gli arrangiamenti sono ricchi ma senza risultare stucchevoli, i suoni rotondi ma non per questo artificiosi, i cori onnipresenti ma solo nel momento in cui possono aggiungere ulteriori vigore e trasporto (“Down And Dirty”) a quello che diventa, a tutti gli effetti, un bell’esempio di arena rock. La riuscita di questo disco si deve essenzialmente a tre fattori. Innanzitutto, il juke box al quale la band ha potuto attingere è ampio e variegato ed i brani sono stati estratti dalle due uscite precedenti in modo da formare un percorso coeso e coerente; in secondo luogo, l’esecuzione del quartetto è così naturale ed ispirata da potere suscitare solo commenti positivi; infine, la registrazione e la produzione del disco ne rendono consigliabile l’ascolto anche ai puristi dello studio, quei pignoletti incontentabili – compreso il sottoscritto – che sono disposti ad ingozzarsi un po’ di Pro Tools pur di godere del migliore suono possibile.

Live In Helsinki” offre un’esperienza d’ascolto più appagante rispetto ad una buona parte dei live ruspanti realizzati in occasione dei recenti Frontiers Rock Festival. Se in quelle occasioni era spesso l’abilità artistica a prevalere sulla qualità della trascrizione, in questo caso l’equilibrio delle componenti rende il prodotto ancora più denso e rifinito: la pioggia all’inizio di “Only When I Breathe” è una chicca piccola e significativa, che racconta almeno un po’ del modo in cui è stato confezionato lo spettacolo, mentre l’energia sprigionata a fine scaletta da “After You’re Gone”, dalla streaming hitHurt” e dalla traccia segreta “Battlefield Of Love”, proprio quando i giochi sembravano più o meno fatti, è una improvvisa ventata di aria fresca che testimonia una vena esecutiva inesauribile ed una grande voglia di suonare, e suonare, e ancora suonare. La combinazione felice di intenzioni e risultato fa in modo che anche qualche riempitivo risulti allo stesso modo godibile: la cura materna che esibiscono anche un paio di tracce meno memorabili è tale che anche esse finiscono per guadagnarsi un posto al sole caldo – benchè riflesso – di questa raccolta. “One Night Only – Live In Helsinki” costituisce un buon disco double face, capace cioè di accontentare democraticamente i fan della band, gli amanti del rock melodico ma non troppo e tutti quelli che, in astinenza da concerti, godranno – per un meccanismo di proiezione – nel sentire applaudire il ristretto pubblico dell’On The Rocks. La sua natura ambivalente di greatest hits e testimonianza live aggiunge valore all’ascolto e credibilità alla band, contribuendo a fare di questa formazione relativamente nuova una realtà già pronta per essere ammessa nel club dei grandi.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. Shadowman 02. Apologize 03. Down And Dirty 04. Heroes 05. Godsent Extasy 06. This Is Where The Heartbreak Begins 07. Only When I Breathe 08. Falling Apart 09. After You’re Gone 10. Whenever I’m Dreaming 11. Hurt 12. Buried Alive
Sito Web: onedesire.net

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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