Boltdown – Recensione: Omnicide

“Omnicide”, album di debutto della band d’oltremanica Boltdown, è un miscuglio di thrash e speed-metal con l’aggiunta di alcune gocce hardcore, ormai intrufolate ovunque. I quattro di New-Castle (Northeast) imbastiscono un disco nervoso, che rappresenta il tentativo non riuscito di sfondare, a causa di una produzione per nulla all’altezza dei Boltdown. Il disco fila liscio dall’inizio alla fine, partendo da “Deadlock”, una delle migliori canzoni, dove incontriamo gran parte delle qualità dei nostri: riff potenti e compressi, ritmiche incalzanti, voce graffiante ed elastica. Con “Beyond All Reason” si continua sulla stessa scia, “Less Than Nothing” incrementa l’intensità fino ad incontrare una stabilizzazione ritmica, che ci lascia cadere in una leggera monotonia permanente fino all’ottava traccia, “Stigmartyr”. Finiamo con un recupero prorompente, culminante in “The Last Chapter”, song di chiusura. Tra le influenze maggiori possiamo nominare gruppi come Lamb Of God, Devidriver e Pantera, questi ultimi particolarmente influenti nello stile del vocalist. Il lavoro completo lo troverete sugli scaffali del vostro rivenditore di fiducia, sigillato da un artwork interessante che riporta la firma di Matthew Vickerstaff, già conosciuto per aver lavorato con i My Dying Bride. Per il momento non vogliamo sbilanciarci con valutazioni eccessive, aspettiamo solo una conferma che speriamo arrivi al più presto. Li terremo d’occhio per voi!

Voto recensore
6
Etichetta: Dark Balance Records

Anno: 2008

Tracklist:

01. Deadlock

02. Act - and the mind will follow

03. Blind faith

04. Beyond all reason

05. Less than nothing

06. Solitude

07. Days long dead

08. Stigmartyr

09. Forced to submit

10. The last chapter


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