Odd Dimension – Recensione: The Blue Dawn

Degli Odd Dimension si erano un po’ perse le tracce, il secondo ed ultimo lavoro, “The Last Embrace to Humanity”, è datato 2013, e dopo otto anni si ripresentano in pompa magna con questo concept album chiamato “The Blue Dawn” ed un nuovo protagonista al microfono, il solido e collaudato Jan Manenti (voce anche dei notevoli The Unity), che porta nella loro concezione di rock/metal progressivo, una decisa spinta più hardeggiante ed immediata.

Certamente il gruppo e la Scarlet Records hanno deciso di fare le cose per bene, reclutando Gustavo Sazes (Angra, DGM, Firewind, James LaBrie) per l’illustrazione della copertina, insieme alla partecipazione di alcuni ospiti come Derek Sherinian (molto attivo ultimamente in album altrui) e diverse ugole ad interpretare alcuni personaggi del concept, come il sempre gettonatissimo Roberto Tiranti, e le voci di Aileen ed Eliana Parodi.  Un grande dispiego di forze per una band che, attiva dal 2002, aveva dimostrato grandi potenzialità e che cerca di confermare con questo terzo ambizioso lavoro.

La storia narrata in “The Blue Dawn” ha precise connotazioni Sci-Fi, probabilmente ispirata dai numi tutelari come i Rush di “2112”, e quindi seguendo un modello di fantascienza riflessivo ed esistenzialista, sulla scia di film come “Interstellar”: Seguiamo il percorso di due viaggiatori spaziali, Markus ed Eloise, coinvolti in una deviazione dal loro percorso originale causato dagli attacchi di una popolazione sconosciuta che li fa atterrare su un nuovo pianeta allora chiamato “The Blue Planet”, dove dovranno lottare vivere, al punto da creare un esercito con la materia stessa di quel mondo, per aiutarli a riportare l’ordine e salvare i loro figli, che finiranno per mescolarsi alle schiere da loro create, generando una nuova razza.

Scendendo invece su piano più strettamente musicale, i dieci capitoli dell’opera racchiudono di certo alcuni intricati passaggi strumentali tipici del genere musicale qui sapientemente trattato (seguendo le tracce di Queensrÿche, Fates Warning, Dream Theater, Ayreon, Opeth, Porcupine Tree), e su questo elemento nessun fan del genere rimarrà deluso, ma la vera arma in più degli Odd Dimension è la vocalità appassionata e sempre brillante di Jan Manenti, che insieme agli altri ospiti cantanti riesce a comunicare le emozioni dei personaggi del concept album, e non riduce “The Blue Dawn” ad una pura dimostrazione di tecnica fine a sé stessa. Il piglio sicuro di Jan viene doppiato dai suoi compagni Gianluca Saddi (chitarra), Gabriele Caccia (tastiere), Gigi Andreone (basso) e Marco Lazzarini (batteria), fortunatamente concentrati su trasmettere sensazioni e “vibrazioni” a chi ascolterà il disco, come se stesse leggendo un libro o guardando un film.

Per questo motivo ha ben poco senso citare un episodio sopra un altro, perché la qualità musicale è veramente di alto livello, e questo viaggio chiamato “The Blue Dawn” va affrontato in modo personale e pieno, perché ne vale veramente la pena. Un ritorno di assoluto valore per gli Odd Dimension, di nuovo confermatisi tra le Stelle più brillanti del firmamento progressive metal italiano e non solo.

Etichetta: Scarlet Records

Anno: 2021

Tracklist: 1. Mission N°773 2 Landing on Axtradel 3 The Invasion 4 Escape to Blue Planet 5 Solar Wind 6 Life Creators 7 The Blue Dawn 8 Sands of Yazukia 9 Flags of Victory 10 The Supreme Being
Sito Web: http://www.odddimension.it/wip/index.html

Antonino Blesi

view all posts

Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login