Null – Recensione: Hiraeth

Null è una one man band statunitense che pare aver scelto di dedicare anima e corpo a un folk metal moderno e di forte impatto. A due anni di distanza da un esordio piacevole ma ancora acerbo di “Blackened Folk Metal” (Lore of a Sleeping Forest, 2019), il 2021 vede l’eccezionale polistrumentista Melkor presentarsi con “Hiraeth”: un doppio cd della durata di quasi due ore! Una scelta del genere comporta molte responsabilità: quella che pare quasi, come approccio, una raccolta di colonne sonore, è un insieme di composizioni ottime, per non dire eccezionali, alternate a inutili riempitivi. Resistere a una tale titanica impresa, sia per il compositore sia per l’ascoltatore configura uno sforzo, nonché un rischio estremo! Il CD 1 esordisce nel migliore dei modi con un paio di bellissime tracce , che sanno alternare atmosfere diverse con originalità estrema. Dove la forza trainante è la tematica legata alla natura, Hiraeth nasce da un intreccio realizzato con facilità estrema tra diversi generi. “The Clearing”, brano d’apertura, accoglie da subito l’ascoltatore con un solido “Irish heavy metal” che di primo acchito potrebbe ricordare i Cruachan o i Saor: solido e mai banale, dotato di una struttura compositiva matura è sicura di sé, soprattutto se consideriamo che Melkor suona tutto da solo e lo fa con notevoli capacità tecniche! Con la successiva “The Pathways” si realizza una doppietta d’eccezione: introdotta anch’essa con compiaciuta eleganza, da una fuga di pianoforte e flauto che intrecciando bellissime melodie celtiche fanno da apripista a una pioggia di riffoni di matrice svedese lenti e cadenzati, granitici e perentori, porta a fusione perfetta l’epos del guerriero e il folklore di matrice irlandese: stupendi cambi ritmici agevolano intromissioni acustiche e raffinate aperture sinfoniche di tastiera potenziano la forza evocativa delle melodie.

Tutto ciò accade prima che possa palesarsi il lato più confuso del progetto: le solite, prevedibili “tarantelle gaeliche” folk speed che dai tempi di Fintroll, Korpiklaani, Trollfest ed emuli vari infestano una scena musicale satura, se vogliamo esser generosi danno in ogni caso all’album quel tocco in più di atmosfera Irish, quasi country a tutto tondo, che pur rasentando la banalità potrebbero accontentare i palati meno esigenti. In ogni caso, questa invadente mazurka di riff heavy-power, death svedese, pseudo Viking e flauti rende tutti i brani successivi generalmente più confusi e sommari. Peccato, perché ognuno di questi pezzi presenta quasi sempre un bel finale ispirato e pieno di pathos. In molte canzoni, insomma, paiono convivere più anime che non riescono ancora bene a svilupparsi e distinguersi: ergo, a sbocciare.

Dal punto di vista vocale si passa dall’uso di growls a vocalizzi epicheggianti e puliti, quindi mai in primo piano, a ricordare band folk metal assai melodiche come gli inglesi Oakenshield, più accessibili ed epici e meno oscuri del caro vecchio capostipite skaldico Falkenbach. Passiamo ora al CD 2, dove la fantastica, variegata, virtuosa e malinconica “Wayward”, con “Long Shadows” e “Sunset Journey” paiono confermare quanto di migliore si era ascoltato sul CD 1. “Pridelands” presenta perfino un suggestivo lato western. “Hiraeth 1 e 2” vivono un ritorno al black folk con tanto di magniloquenti arrangiamenti acustici e Sacred Bliss chiude l’album con una bellissima melodia, degna del miglior film ambientato tra verdi colli d’Irlanda.

Avendo ben capito quanto Melkor sia talentuoso, credo che in tal senso lo sforzo di un doppio CD, a tratti esaltante fin quando non rasentante lo straniamento, riveli i suoi unici problemi nell’ipertrofico desiderio del compositore di strafare. Produrre un solo CD tagliando i brani riempitivi avrebbe fatto certamente parlare di un capolavoro. In fin dei conti non pareva una scelta difficile. In ogni caso, tanto di cappello: la scelta coraggiosa va premiata, il talento anche di più, e restare indifferenti di fronte a Hiraeth, con tanti di quei brani che gruppi come gli Eluveitie non sono mai stati in grado di comporre, sarebbe un reato.

Etichetta: Of the North Records

Anno: 2021

Tracklist: 01 The Clearing 02 Pathways 03 Evenings 04 Old Growth Forest 05 Arrival 06 Arrival II 07 Discovery 08 Discovery II 09 Legend 10 Wayward 11 Sunset Journey 12 Long Shadows 13 Forest Walk 14 Pridelands 15 Autumn Eve 16 Hiraeth 1 17 Hiraeth II 18 Sacred Bliss (Outro)1
Sito Web: https://nullbm.bandcamp.com/album/hiraeth

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