Noise Pollution – Recensione: Unreal

Ancora una volta ci troviamo di fronte a un lavoro che ci canta la realtà con uno sguardo realistico, disilluso e disincantato, al punto da volersene quasi staccare per non saperne reggere il peso. I Noise Pollution fanno venire alla luce il loro secondo album, con alle spalle una carriera che già da anni li annovera come una delle realtà italiane meglio avviate (basti pensare al gran numero di concerti realizzati da soli e in apertura a band celebri di oltre frontiera), caratterizzato da uno sguardo in parte freddo, in parte appassionato e una musica fatta da pochi e brevi assoli, un cantato che diventa sempre più ruvido e ha abbandonato quasi del tutto i riferimenti hard rock dei primi tempi, dirottandosi a vele spiegate verso un metal più moderno, fatto da suoni più secchi e scarni, volti a colpire forte come un treno in corsa. L’intenzione è evidente fin dalle prime note di “Breaking Down“, il cui ritornello martella frenetico e non ti esce più dalla testa, e si esprime al meglio con la successiva “MAD“, ossessiva e alienante quanto basta per esprimere un viaggio interiore nelle emozioni umane.

Facendo eccezione per “Full Of Dreams“, il pezzo che chiude l’album, decisamente più melodico rispetto agli altri, tutti i pezzi di “Unreal” alternano ritmiche di diversa velocità fra strofa e ritornello, in uno stile portato avanti ormai da diverso tempo dalla band che rende anche non molto semplice caratterizzare i brani all’interno di un singolo genere. I richiami al moderno, all’alternative e a band come la Black Label Society più cattiva sono i primi che vengono in mente, ma c’è comunque qualcosa che sfugge in questa etichettatura, ed è di certo uno degli aspetti più caratteristici del gruppo. Non si può mai sapere che cosa ci aspetterà da un momento all’altro, i brani iniziano in un modo e poi si sviluppano in un altro, del tutto inatteso. Un buon esempio può essere la title track “Unreal“, che parte in modo abbastanza sommesso, con chitarra arpeggiata, voce e cori, e si sviluppa con una melodia sempre più distorta che punta alla sperimentazione sonora nell’intermezzo strumentale, per poi chiudersi nuovamente con un breve arpeggio melodico. Insomma, i Noise Pollution stanno continuando a crescere e a trovare il loro spazio dignitoso nel panorama del metal moderno italiano, e lo fanno con un lavoro maturo, ben prodotto e autentico, piena realizzazione di una ricerca della propria identità musicale e artistica.

noise-pollution

Voto recensore
7
Etichetta: Scarlet Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Breaking down 02. MAD 03. Gone forever 04. Shame 05. Unreal 06. God of sadness 07. Hole inside me 08. Two faced 9. We can’t forget 10.Full of dreams
Sito Web: https://www.facebook.com/noisepollutionofficial/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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