Power Quest – Recensione: NeverWorld

‘NeverWorld’, la seconda release degli angloitaliani Power Quest, è davvero una lieta sorpresa. La band guidata dal tastierista Steve Williams ci propone un power metal piuttosto sui generis, grazie ad una contaminazione costante con elementi A.O.R. e class metal, udibili in particolare proprio nelle tastiere à la Van Halen di Steve. I brani hanno un groove accattivante e positivo, ma non per questo zuccheroso. I nostri alternano sapientemente pezzi più orientati verso lo speed metal, tra cui citiamo l’opener ‘NeverWorld (Power Quest Part II)’ (energica e spezzata da cori d’effetto), ‘Sacred Land’ e ‘Well Of Souls’ (entrambi “pesanti”, dal forte opus epico e veloci ma sempre irrorati da una forte dose di melodie di immediata assimilazione), ad altri che strizzano l’occhio ad un certo rock ottantiano, in particolare ‘Edge Of Time’ una sorta di punto di incontro tra ‘Jump’ e ‘Eye Of The Tiger’, (“ruffiana” finché vogliamo ma incredibilmente trascinante!) e le catchy ‘For Evermore’ e ‘Into The Light’, in cui sono ancora le tastiere del bravo Steve a ritagliarsi un ruolo di primo piano. Il nostro elogio va inoltre al singer Alessio Garavello, che appare a proprio agio sia nelle tracce più aggressive che in quelle squisitamente A.O.R./class. Unica pecca del disco è la ballad acustica ‘When I’m Gone’, certamente ben suonata (con tanto di flauti e cori) ma noiosa e melensa all’inverosimile. A parte questo piccolo neo, i Power Quest sapranno sicuramente stuzzicare il palato a chi ama il metal melodico e noi concludiamo consigliandovi vivamente l’ascolto.

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers

Anno: 2004

Tracklist:

01.NeverWorld (Power Quest Part II)
02.Temple Of Fire
03.Edge Of Time
04.Sacred Land
05.When I’m Gone
06.For Evermore
07.Well Of Souls
08.Into The Light
09.Lost Without You


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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