Nergard – Recensione: Eternal White

“Ethernal White” avrebbe tutte le carte in regola per essere un grande album: la mente dietro il progetto, Andreas Nergård, ha maturato una certa esperienza negli ultimi dieci anni passando da una mera all star band ad una line up stabile, il concept dietro l’album, basato sulla Carolean Death March del 1719 (quando 3000 soldati svedesi e finlandesi morirono per il freddo durante la ritirata dopo la fallita invasione della Norvegia), è molto originale e a quanto leggo molto conosciuta in patria. Infine abbiamo una guest star di primo livello, Tim “Ripper” Owens (Judas Priest/Iced Earth) nella traccia “Now Barely Three”.

Malgrado le ottime premesse l’album non riesce a sfondare, rimanendo anche dopo ripetuti ascolti troppo anonimo, e nessun brano riesce a stamparsi in modo permanente nella testa. 

Pezzi belli non ne mancano, a partire dalla iniziale “God Forgive My Haunted Mind”, molto debitore all’ultima versione di Kamelot, o il singolo “From The Cradle To The Grave”, che invece cita pesantemente i Nightwish. Purtroppo entrambi i brani risultano troppo simili ai gruppi da cui prendono ispirazione.

Il resto dell’album, come già detto, scorre senza particolari sobbalzi, i brani sono spinti sicuramente da un grande qualità, ma accompagnati da scarsa fantasia, ripassando su sentieri già abbondantemente esplorati da altri gruppi, di pari o superiore bravura, aggiungendo troppo poco di personale. Quindi non si può fare altro che definirla un’occasione persa.

Etichetta: Pride & Joy Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. God forgive my haunted mind 02. Pride of the north 03. From the cradle to the grave 04. Carry me 05. Beneath northern skies 06. Where no one would shed a tear 07. Downfall 08. Now barely three 09. Eternal white 10. Erasing the memories
Sito Web: https://nergardmusic.com/

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