Dark Age – Recensione: Minus Exitus

Due anni orsono avevano coronato il decennio d’attività con il primo dvd della band, “Live So Far”, ultimo lavoro audio visuale dei teutonici. Ripercorrendo la storia della band, dobbiamo spingerci fino al 2004 per incontrare l’ultimo full lenght dei cinque ragazzi di Amburgo, e vedere che nonostante gli anni, il sound non si è rinnovato più di tanto. Siamo sempre congelati sul melodic-death, con sprazzi d’atmosfere gothic e qualche aggiunta core. Anche se le linee guida non sono cambiate, dobbiamo ammettere che l’abilità compositiva della band è decisamente migliorata, particolarmente per quanto riguarda le chitarre, che acquistano velocità e brillantezza. È evidente se si porge l’orecchio alla title-track “Minus Exitus”, alla successiva “Outside The Inside” o alla bella “Instrumental”, l’influenza dei soliti Dark Tranquillity e In Flames, e ancora di band come Tiamat e Soilwork, ma con minore incidenza. Una lunga scaletta come quella dei Dark Age, dodici tracce, o meglio tredici contando la ghost song “October”, cover degli U2, non aiutano l’ascolto che certo non brilla per originalità. La sperimentazione di suoni e tecniche differenti è un buon modo per rinnovare un sound che ormai ci ha stancato, e penso a lungo andare stancherà pure voi. Ci spiace, ma ancora dopo tanti anni non hanno raggiunto la maturazione tale da considerarli parte della cerchia che racchiude i grandi nomi. Incompiuti!

Voto recensore
6
Etichetta: Remedy Records / Frontiers

Anno: 2008

Tracklist:

01. Minus Exitus

02. Black September

03. Outside The Inside

04. The Dying Art Of Recreation

05. Exit Wounds

06. Seven

07. Interlude

08. No Way Home

09. Cold

10. Instrumental

11. Life For Blood

12. The Echoes Discipline


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