Mare Cognitum – Recensione: Solar Paroxysm

Nuovo viaggio nello spazio siderale per Mare Cognitum, progetto solista dello statunitense Jacob Buczarski di Portland (Oregon), attivo dal 2011 e abituato a lasciare sulla sua scia cosmica un capolavoro dopo l’altro. Siamo in quella branca del metal estremo che mi piacerebbe chiamare “New wave of post ambient black”: consapevole di vecchie glorie heavy e black, degli Emperor, di Windir e dei mai troppo celebrati Lunar Aurora, Mare Cognitum resta in ogni caso un prodotto dei nostri tempi: giustamente accostato a un ambiente variegato che produce gruppi affini non tanto musicalmente, quanto da un punto di vista spirituale come Blut aus Nord e Darkspace, dove potenza, grandeur e intimismo non sono ispirati dalle usuali vicende del nostro mondo, bensì dall’insondabilità dello spazio sopra le nostre teste. Non a caso, Mare Cognitum (Mare Conosciuto, in latino), e la più studiata tra le macchie lunari createsi in seguito ad antiche eruzioni vulcaniche. Ottimi split a parte, a 5 lunghi anni di distanza da “Luminiferous Aether” (2016) che già di suo era un capolavoro e a ben sette lunghezze da “Phobos Monolith” (2014) che apriva la via lasciando intravvedere un gran talento, il 2021 si presenta con il suo lavoro migliore. “Solar Paroxysm” incarna l’evoluzione naturale di un sound caratterizzato da ricercatezza e pathos, dove chitarre e tastiere dominano lungo tutte le tracce registate: cinque brani di circa dieci minuti ciascuno, dove il senso di avvolgente e ineluttabile grandezza che si vuole trasmettere è veicolato da composizioni articolate in una fusione sapiente d’armonie e progressiva irruenza. In tal senso le tastiere, elemento essenziale che dona al sound la sua tipica aura ambient, svolgono una funzione importante, irrinunciabile ma non principale: il ruolo guida spetta difatti alle chitarre, che al di là di una veemenza sonora più sviluppata rispetto al passato, fatta di riff di qualità elevata e cambi di tempo posti sempre al posto giusto, creano un lavoro sì monolitico, ma al tempo stesso intenso e variegato.

Alimentato da un concept che ruota attorno al sistema solare, “Solar Paroxysm” mette in secondo piano il mood gelido e distopico, talvolta imperante nel genere, prediligendo atmosfere epiche e struggenti, adeguate alla ricerca filosofica, impregnata d’astrofisica e spiritualità intrapresa dall’autore. Tale approccio risulta già dalla traccia d’apertura: “Antaresian” innalza un muro sonoro perfetto e stratificato, il cui pathos vede nei brani seguenti, tutti all’altezza della situazione, una sorta di prolungamento che tende a rallentare solo in prossimità dei riff doomeggianti di “Terra Requiem”, che funge quasi da spartiacque. In attesa del gran finale, con “Luminous Accretion” i ritmi si fanno, compatibilmente, squassanti e parossistici. “Ataraxia Tunnel” chiude in bellezza, con varietà e potenza uranica, il nuovo viaggio stellare di Mare Cognitum: one man band che raggiunge la piena maturità segnalandosi come nuovo must di genere ambient post black datato 2021.

Etichetta: I, Voidhanger Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Antaresian 02. Frozen Star Divinization 03. Terra Requiem 04. Luminous Accretion 05. Ataraxia Tunnels

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