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Marco Mendoza – Recensione: Viva La Rock

Uno che non può proprio stare fermo un attimo o con le mani in mano è Marco Mendoza, il bassista del collettivo dei The Dead Daisies e noto per aver lavorato con grandissimi nomi come Neal Schon (Journey), Whitesnake, Thin Lizzy e Ted Nugent. Lo ritroviamo ora in veste solista per il suo terzo album “Viva La Rock” che esce a distanza di più di sette anni dal precedente lavoro “Casa Mendoza” del 2010.

Già dal titolo capiamo subito che “Viva La Rock” ha come compito quello di esaltare la vera essenza del rock e di celebrarne tutti gli aspetti sia che si tratti di quello più roccioso sprigionato dalla titletrack, influenzata chiaramente dalla musica della sua band madre o quello più catchy dove predomina il basso blues in “Rocket Man”. “Sue Is On The Run” invece è puro rock and roll al cento per cento, un brano coinvolgente ed il cui testo basato sulla storia di una teenager problematica in fuga da una situazione familiare a dir poco al limite si fonde alla perfezione su un tappeto sonoro di grande spessore. La frizzante e dall’incedere funky “Sweetest Emotions” ci porta alla prima cover del disco, un sentito omaggio al passato di Mendoza  nei Thin Lizzy con il brano “Chinatown” dove troviamo l’ex collega Richard Fortus (Guns N’ Roses) alla chitarra e come ospite d’eccezione Mike Tramp (White Lion) alla voce.

Burned” è una composizione grintosa e  dall’ottimo groove, mentre “Leah” è la ballad che Mendoza dedica alla moglie che a causa dei continui tour vede molto poco. Poi è la volta della seconda cover del disco dove si tributa Ted Nugent con il brano “Hey Baby”, mentre la delicata e melodica “Let It Flow” chiude un platter riuscito e variegato in cui emergono le mille sfumature e sfaccettature di un artista che ha ancora molto da dire sia con i The Dead Daisies sia in veste solista. Un artista Mendoza che seppure mantiene le radici nel passato non ha paura di osare e sperimentare risultando sempre coinvolgente e credibile.

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