Marco D’Andrea – Recensione: Opera Rock

Quello che Marco D’Andrea, chitarrista e produttore di talento, da tanti anni attivo nella scena musicale di casa nostra, ha scelto di fare non è una novità, diciamocelo pure. “Opera Rock” è, infatti, la trasposizione su chitarra, elettrica principalmente, ma non solo, di alcuni brani celeberrimi di musica classica e di arie d’opera. Il primo nome che ci viene in mente se pensiamo a qualche altro chitarrista che in passato ha fatto cose del genere, potrebbe essere quello di Yngwie Malmsteen, che ha sparso qua e là lungo la sua corposa discografia diversi brani di musica classica e barocca, per arrivare a incidere una vera e propria sinfonia per chitarra classica e orhestra. In questo caso, però, le motivazioni che hanno spinto Marco D’Andrea a realizzare un lavoro del genere, che per molti potrebbe suonare come un azzardo, sembrano diverse e più profonde di un interesse “tradizionale” verso la musica di un certo tipo.

Anzitutto, bisogna ricordare che già lo scorso anno, sempre in questo periodo, il chitarrista aveva realizzato un progetto ambizioso e significativo come il brano “Mameli Rock“, una versione dell’Inno di Mameli in chiave rock, a fare da trait d’union fra musicisti italiani divisi, per forza di cose, dalla grande chiusura nazionale.

In questo senso, “Opera Rock” diventa una prosecuzione naturale di quella prima, grande iniziativa, e ci aiuta a innalzarci spiritualmente, a guardare oltre il nostro orizzonte, spesso ristretto, e a ricordare la grandezza di certa musica, che prescinde dal momento in cui è stata creata. Non a caso l’album si apre con il “Nessun dorma“, che al di là delle interpretazioni ormai storiche di Eric Adams, rimane un pezzo di grande potenza e di apertura fiduciosa al futuro. “Al Chiaro Di Luna” è un altro momento molto significativo, anche perchè è quello in cui Marco D’Andrea si è spinto maggiormente oltre e si è allontanato di più dall’originale, riuscendo peraltro molto bene a rendere l’atmosfera romantica dell’originale di Beethoven.

Un azzardo, certo, anche perchè, diciamoci un’altra verità, quanti rudi metallari pensano che la musica classica sia roba da vecchi babbioni, per non parlare delle arie d’opera?  Il consiglio, invece, è quello di dare un’opportunità a questo lavoro, che trasuda passione e voglia di ampliare i propri orizzonti da ogni singola nota. E’ improbabile che diventiamo tutti dei melomani, e di sicuro non era questo l’intento del suo autore, ma probabilmente riusciremo a trascorrere un momento di serenità grazie a esecuzioni impeccabili e a idee originali e di tutto rispetto.

Etichetta: RNC Music/Self

Anno: 2021

Tracklist: 01. Nessun Dorma 02. Va Pensiero 03. O Mio Babbino Caro 04. Al Chiaro di Luna 05. Libiamo 06. Mameli Rock 07. La Donna è Mobile 08. La Ci Darem la Mano
Sito Web: https://www.facebook.com/marco.dandy.dandrea

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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