Andromeda – Recensione: Manifest Tyranny

L’ultimo album degli Andromeda (band che, bisogna riconoscerlo, fatica ad uscire dallo status underground), a titolo “The Immunity Zone” non ci aveva particolarmente colpito interrompendo di fatto una fase qualitativa ascendente culminata col DVD live “Playing Off The Board”.

La partenza di “Preemptive Strike” è veloce e ficcante presentando una band agguerrita mentre già “Lies R Us” rallenta i ritmi dando origine comunque ad un cadenzato ispirato dalle belle linee vocali di David Fremberg sempre catchy ed a connotazione melodica; il cantante svedese da il meglio di sé su “Survival Of The Richest”, che parte lenta per poi progredire in una techno track di pregevole fattura. “Asylum” mette in luce la perizia di due musicisti preparatissimi come Johan Reinholdz (chitarra) e Thomas Lejon (batterista anche dei “cabarettistici” A.C.T di cui non abbiamo purtroppo notizie fresche).

“Manifest Tyranny” però non ci convince fino in fondo: se infatti presenta un concept da sviscerare meglio con ascolti ripetuti, musicalmente il lavoro ha sia pregi che difetti. Formalmente gli Andromeda sono pressochè inattaccabili (la preparazione strumentale è davvero ai massimi livelli) anche se il prog metal ipertecnico proposto continua ad essere discontinuo ed eccessivamente criptico rendendo un po’ ostico l’ascolto.

Al fruitore finale l’ardua sentenza.

Voto recensore
6
Etichetta: Inner Wound / Import

Anno: 2011

Tracklist:

01. Preemptive Strike

02. Lies R Us

03. Stay Unaware

04. Survival Of The Richest

05. False Flag

06. Chosen By God

07. Asylum

08. Play Dead

09. Go Back To Sleep

10. Antidote


Sito Web: http://www.andromedaonline.com/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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