Act Of Gods – Recensione: Maat

I francesi Act of Gods ci riprovano sfornando il secondo full lenght della loro carriera nata con forti radici nella scena death…perché allontanarsi dalle radici, quindi. Il combo, con questo ‘Maat’ sfrutta alla perfezione gli insegnamenti appresi dai capisaldi del genere e ci presenta undici tracce di death ora più vicino al brutal ora capace di “aperture” più melodiche e soluzioni che si discostano leggermente dalla matrice originale generando un effetto sicuramente interessante ed incisivo, anche se non abbastanza particolare da saltare alle orecchie ai primi ascolti.

La velocità è la chiave di lettura dell’intero lavoro, e quindi via libera a blast smodati e tempi serratissimi, vocals disperate che prediligono toni più cupi con occasionali sterzate verso lo scream ed assoli psichedelici e deliranti di vago sapore Morbid Angeliano, che nulla hanno a che vedere con la melodia e che appesantiscono ancora di più l’atmosfera già resa soffocante dalle ritmiche con progressione cromatica e maligna. Da segnalare la violentissima ‘Scums of Emptiness’ e la title track, pezzo strumentale, decisamente più ragionato, con il suo incedere a ‘singhiozzi’ inframezzato da frasi solistiche apparentemente sconclusionate ma fortemente “suggestive” ed introdotto da uno splendido break dal forte sapore folkloristico.

Voto recensore
7
Etichetta: Osmose

Anno: 2006

Tracklist:

01. Hiatus
02. Scums of emptiness
03. Irreality in Reality
04. Codex ex-Nihilo
05. Black Death Cemetery
06. Ghost of Ophidius
07. Epkyroptique
08. Equations to the Dead
09. Inside the Hypersphere
10. Maat
11. After World Obliteration


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