Arjen Anthony Lucassen – Recensione: Lost In The New Real

Arjen Lucassen è uno di quei musicisti di fronte a cui non si può rimanere indifferenti. Lo si può venerare, oppure si può non tollerare questi suoi lavori composti come minimo da due CD, sempre incentrati su tematiche filosofico – mistiche, apparentemente slegate dalla realtà, e in entrambi i casi si avrebbe in parte ragione. Ad ogni modo, anche se il polistrumentista olandese non utilizza più il monicker Ayreon, la sua proposta musicale non si è poi tanto modificata. “Lost In The New Real” è ancora una volta un concept album, e ancora una volta Lucassen fa del suo disco una sorta di grande tavolata virtuale piena di amici che si prestano a svolgere una parte nel grande spettacolo. In questa occasione, il nome più noto al grande pubblico non è probabilmente quello di un musicista, ma quello dell’attore Rutger Hauer (che ha recitato in un film culto come “Blade Runner”), che non canta ma riveste il ruolo del narratore e guida del protagonista.

La storia di “Lost…” è quella di un uomo gravemente ammalato che viene ibernato un momento prima della sua morte, che si risveglia molti secoli dopo in un mondo completamente diverso (questo dimostra che Lucassen è un ottimista nato, perché la fine del mondo del 2012 non è prevista), dove è difficile distinguere fra sogno e realtà. I tentativi di adattamento al nuovo mondo sono descritti nei primo CD con sonorità che escono spesso dal prog metal vero e proprio e tornano indietro nel tempo, omaggiando con tonalità leggere e suoni color pastello il pop e il progressive anni ’70, ma senza disdegnare quegli intermezzi legati alla musica classica a cui Lucassen sembra tanto affezionato. Il secondo CD è invece un calderone di brani scritti per il concept principale che poi non ne sono entrati a far parte, e una serie di cover “minori” (di certo, quando si pensa a una cover dei Led Zeppelin, “Battle Of Evermore”, tratta da “Led Zeppelin IV”, non è la prima che ti viene in mente) ancora,  in un modo o nell’altro, di ispirazione fantasy. Insomma, cambia il nome del progetto, ma le idee (tante, impossibili da contenere in un unico album) rimangono. Lucassen libera se stesso e la propria creatività, bandisce ogni luogo comune in ambito musicale e ci regala spunti per una serie, speriamo ancora molto lunga, di storie emozionanti.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Inside Music

Anno: 2012

Tracklist:
CD1:
01. The New Real
02. Pink Beatles In A Purple Zeppelin
03. Parental Procreation Permit
04. When I'm A Hundred Sixty-Four
05. E-Police
06. Don't Switch Me Off
07. Dr Slumber's Eternity Home
08. Yellowstone Memorial Day
09. Where Pigs Fly
10. Lost In The New Real
* Bonus CD-ROM section: "Behind The New Real"
CD 2:
01. Our Imperfect Race
02. Welcome To The Machine (PINK FLOYD cover)
03. So Is There No God?
04. Veteran Of The Psychic Wars (BLUE ÖYSTER CULT cover)
05. The Social Recluse
06. Battle Of Evermore (LED ZEPPELIN Cover)
07. The Space Hotel
08. Some Other Time (ALAN PARSONS PROJECT cover)
09. You Have Entered The Reality Zone
10. I'm The Slime (FRANK ZAPPA cover)
* Bonus CD-ROM section: "The Artwork"

Sito Web: http://www.arjenlucassen.com/

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

4 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Faber

    “The Battle Of Evermore” è la ballata più bella di Led Zeppelin IV, naturalmente dopo “Stairway To Heaven”. Vede la partecipazione di Sandy Denny la compianta cantante dei Fairport Convention. Il pezzo si basa sulle gesta guerresche di antichi clan scozzesi.
    Lucassen è un intenditore.

    Con simpatia.

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  2. Giancarlo

    Veramente neanche Welcome to the Machine è una canzone minore della discografia dei Pink Floyd.. Non so se come “minori” il recensore intende “pezzi minori della discografia di” oppure addirittura “pezzo di bands minori”… il secondo caso mi sembra improbabile, visto che stiamo parlando di Zeppelin, Floyd, Alan Parsons e Zappa!!!
    Oppure il recensore intendeva dire minore perchè “l’interpretazione del pezzo ha una resa trascurabile…”.
    Al recensore la parola….

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    • Anna Minguzzi

      Ciao Giancarlo, con il termine “minori” (che non a caso è messo tra virgolette) volevo semplicemente indicare brani meno noti e che vengono coverizzati (almeno nelle release ufficiali) meno di frequente rispetto ad altri. Ovviamente non mi sognerei mai di considerare artisti come Led Zeppelin, Pink Floyd, Alan Parson o Frank Zappa come band minori! Per quanto riguarda la loro presenza all’interno dell’album, la trovo sensata, anche se queste cover non fanno parte del concept di “Lost…”. Sono comunque un’espressione della creatività di Lucassen, e come tali vanno, a mio parere, considerate. Spero che adesso il concetto ti sia più chiaro! 🙂

      Reply (in reply to Giancarlo)
  3. Giancarlo

    Non mi ero accorto che il recensore fosse una donna, altrimenti avrei scritto “la parola alla recensora” o “alla recensitrice” e non mi sarei mai permesso un obiezione a quanto scritto da una donna….
    Scherzi a parte ci tenevo solo a non scalfire la devozione verso i mostri sacri del passato….
    Nel frattempo ho sentito la canzoncina “pink beatles in a purple zeppelin” dopo un paio di ascolti la sto già canticchiando… è irresistibile!!!

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