Los Males del Mundo – Recensione: Descent Towards Death

Il mio cuore è vuoto / il vuoto è come uno specchio posto davanti al mio viso / mi vedo e quando lo contemplo / provo un profondo disprezzo per il mio essere”

Questa strofa d’apertura, in spagnolo, introduce “Descent Towards Death”: concept album con cui i talentuosissimi argentini “Los Males del Mundo” fanno il loro esordio sulla scena metal internazionale. La loro filosofia di vita, il loro stesso sound si sviluppa in un contesto antico come la stessa esistenza, dove la vita è una caduta nel nulla, nient’altro che una menzogna in un’eternità di vani sforzi, un’agonia silenziosa che si trascina come un pesante fardello. Lungi dal far poesia, mi sono limitato a menzionare i titoli delle cinque tracce offerte, per un totale di 40 minuti che delineano alla perfezione l’approccio esistenzialista della giovane band: 40 sfumature di nero, quello vero, che inaspettatamente si materializzano in un equilibrio raggiunto senza sforzo apparente. Entro un panorama musicale come quello estremo, in particolar modo quello black metal, dominato da cliché iconoclasti e suicidari veicolati da gruppi molto simili tra loro, costituiscono un’eccezionale sorpresa: un conto è imitare i maestri, pur con capacità, un è invece essere in grado di competere con essi, per giunta già dal primo album, con la possibilità di superarli. Va d’altra parte anche considerato che, estintasi da tempo del tutto o in parte la storica scena scandinava che per tutti gli anni ’90, col contributo di Norvegia, Svezia e Finlandia infiammò la scena black europea, una precoce diaspora portò ai successivi sviluppi nel mondo underground germanofono e slavo. Da qualche tempo è giunto il turno del Nuovo Mondo, non solo settentrionale ma anche meridionale: basti pensare a quanto interesse hanno saputo destare i colombiani Inquisition.

Tornando ai Los Males del Mundo, essi nascono nel 2016 come un duo, presto tramutatosi in trio: il chitarrista Cristian Yans (ex Eroica) e il vocalist e batterista Dany Tee (Acathexis, Downfall of Nur), a cui presto si aggiunge la collaborazione di  Nikita Kamprad (Der Weg Einer Freiheit) come bassista e produttore discografico, sono il frutto di una lunga gavetta nell’underground estremo locale. Proprio perciò è impressionante constatare come il loro “Descent Towards Death”, oltre ad essere un capolavoro già maturo, costituisca perfino un articolato lavoro concettuale dove le aspirazioni di facciata come il mal di vivere e il protagonismo suicidario sono spazzate via da un concept intelligentemente costruito sull’onda della cultura: L’ispirazione giunge direttamente da celebri filosofi e letterati del calibro di Schopenhauer, Choran, Camus nonché dall’immancabile Nietzsche. Ciò che ci interessa di più è che il black metal proposto, lungi dall’esser schiacciato da tali ingombranti pretese, è davvero all’altezza della situazione anzi: considerato che si tratta di un esordio supera ogni più rosea, o meglio nera aspettativa

Ciò che ha saputo maggiormente colpire il sottoscritto, raramente impressionabile, si fonda su una proposta musicale ispirata dalla prima all’ultima nota, emozionale e al tempo stesso totalmente ragionata, al punto da non riuscire a trovare sbavature di sorta nemmeno dopo ripetuti ascolti. Dove quindi niente è lasciato al caso o a squallidi riempitivi, le cinque tracce corrono compatte nello spazio di una costruzione musicale matura, cupa, introspettiva e maestosa. Quale ricetta maledetta ha fatto sì che una band esordiente, perlomeno sulla carta, potesse comporre un lavoro così fresco e ispirato, nitido, brutale e lirico al tempo stesso?

In linea con una discesa nella tenebra ancor più profonda di quella pandemica, che passa in rassegna problematiche esistenziali eterne e immutabili, i giovani argentini sfoderano un moderno e spietato sound black metal, capace di muoversi su diversi registri in maniera estremamente intelligente e calcolata. Senza peraltro voler smembrare ogni volta irrispettosamente ogni band, se non altro perché il nostro mestiere, tra le principali fonti d’ispirazione dei ragazzi argentini vi è in primis il sound claustrofobico e nichilista dei Mgla, qui stemperato e nutriro in presenza di ossessioni riecheggianti il depressive black (November Falls, Drudkh) e gli ossessivi riff doomeggianti dei Bathuska: cenere alla cenere, stemperata da melodie rare ma opportune, perfino assoli, memori dei compianti Dissection, rivisti sotto la lente dei più recenti, primi Uada. Il risultato finale è puro black metal, nient’affatto derivativo, dove spinte propulsive moderniste e tradizione convivono alla perfezione. Ed è qui, dove le ritmiche doom dissonanti si alternano a melodie travolgenti senza via di fuga e ad assoli struggenti, che si può testare le notevoli capacità chitarristiche di Cristian Yans. Ed è sempre qui che la voce di Dany Tee, capace di dosare una virtuosa alternanza di registri vocali, dall’uso di screams molto acuti alla Cradle of Filth, fino ai growls tuttotondo, accosta un raro impiego di intermezzi narrativi gutturali e sussurrati in lingua madre, adeguati a seconda delle circostanze.

In definitiva, dall’intensità dei momenti iniziali dell’album, impregnato d’atmosfere epiche, dolenti e intermezzi di riflessione, dove nulla sembra davvero lasciato al caso, l’album è sospinto verso nuovi lidi da una batteria che si fa sempre più incalzante. Tra dilemmi esistenziali e lacerazioni dell’anima, a modo suo teatrale, cambia e si evolve in una masquerade metaforica di pensieri celati dietro volti occultati (Nothing But A Lie). La decisa progressione delle tracce di chiusura sono in nero inno alla ciclicità del dramma esistenziale, più tangibile e spaventoso di qualsiasi demone immaginato. In definitiva, il viaggio attraverso l’impeccabile orizzonte compositivo e stilistico personale dei Los Males del Mundo si configura come una prigionia eterna nei luoghi più oscuri e remoti dell’animo umano: la qualità dimostrata fa di Descent Towards Death un album candidabile alla top 10 black metal del 2021.

Etichetta: Northern Silence Productions

Anno: 2021

Tracklist: 01.Falling Into Nothing 02.The Silent Agony 03.Eternal Circle Of Vain Efforts 04.Nothing But A Lie 05.The Heavy Burden
Sito Web: https://www.facebook.com/LosMalesDelMundo/

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  1. Naken

    Great review. Los Males del Mundo is incredible black metal band. The best of south america and one of the best albums of the year.

    Reply

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