Lords Of Black – Recensione: II

I Lords Of Black sono una band spagnola giunta con “II” alla sua seconda prova sulla lunga distanza. L’omonimo debut album era stato accolto senza eccessivi entusiasmi dalla critica ma il gruppo è salito alla ribalta delle cronache a seguito del reclutamento del cantante Ronnie Romero tra le fila dei riformati Rainbow di sua maestà Ritchie Blackmore. Ma liquidare quest’album come il progetto solista del cantante dei Rainbow sarebbe un delitto visto l’elevato potenziale artistico del gruppo iberico. Rispetto al precedente disco, infatti, i nostri hanno affinato la loro intesa e ampliato il loro bagaglio compositivo arricchendo il loro Heavy Metal con ulteriori soluzioni che spaziano dal Power Metal di marca tedesca a quello finnico mantenendo, però, il loro tocco personale. Il suono si è fatto più duro, potente e in fase di songwriting Romero e Tony Hernando (chitarrista e compositore) sono dei fini compositori sempre in grado di trovare la giusta melodia, capace di conquistare sin dal primo ascolto.

L’assolo anthemico di “Malevolently Beautif” ci introduce in questo ottimo disco e all’opener “Merciless”, brano dall’incidere aggressivo, con le chitarre a ergere un muro del suono impressionante, un assolo in cui Hernando sfoggia tutta la sua perizia tecnica ma, sopra ogni altra cosa, la voce di Romero. Accostarlo a un mostro sacro come Ronnie James Dio non è una bestemmia vista la timbrica calda e profonda, dotata di grande estensione, versatilità ed espressività. “Only One Life Away” mantiene lo stesso mood del pezzo precedente mentre “Everything You’re Not” ha un incidere più lento che permette di esaltare la potenza del cantato di Romero.

Il disco procede con la coppia Romero-Hernando sempre sugli scudi e le loro composizioni si alternano così, ora con momenti più sfrontati e diretti (“New World’s Comin’”, “Cry No More” dall’accattivante riff di chitarra, “Live By The Lie, Die By The Truth” e “Shadow Of War”) ora più introspettivi come “Tears I Will Be”, o “Insane”, brano estremamente espressivo e toccante. Discorso a parte meritano la suite “Ghost Of You”, aperta da un arpeggio di chitarra acustica ma che ben presto si sposta verso lidi più Progressive con una struttura articolata e mai ripetitiva, e “The Art Of Illusions Part III – The Wasteland” che porta avanti il discorso intrapreso nel precedente disco con un concept sull’illusionista Houdini.

In conclusione non possiamo che fare i complimenti ai Lords Of Black che con questo “II” hanno confezionato uno dei dischi più interessanti di questo primo scorcio di 2016 e che siamo pronti a scommettere saprà conquistare tutti gli amanti dell’Heavy Metal di qualità. Il futuro sorride alla band spagnola, non possiamo che aspettarci grandi cose da loro.

LORDS OF BLACK COVER_II 300 CMYK

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2016

Tracklist: 1. Malevolenty Beatiful (Intro) 2. Merciless 3. Only One Life Away 4. Everything You’re Not 5. New World’s Comin’ 6. Cry No More 7. Tears I Will Be 8. Insane 9. Live By The Lie, Die By The Truth 10. Ghost Of You 11. The Art Of Illusions Part III – The Wasteland 12. Shadows Of War
Sito Web: http://www.lordsofblack.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Reb75

    Disco massiccio, solenne, evocativo, con un giovane cantante che definire portentoso è poco. Come al solito Blackmore ha fatto la scelta giusta.

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  2. FRANCESCO CHIUMMENTO

    condivido in pieno pasquale onestamente conosco da pochissimo diciamo 3 settimane ronnie romero semplicemente straordinario con i rainbow capace di creare atmosfere impensabili un vero numero 1,ma i lords of black una vera sorpresa non ascolto molto il metal ma devo dire che il cd e ovviamente dei rainbow li ho subito comprati.i ritmi le dinamiche sono moderne e se tony hernando e’un virtuoso e’creativo con una solida base ritmica che mancava nei rainbow ,d’accordo altra musica ,cd che si ascolta bene senz’altro ronnie romero riusciraì a dare impulso alla scena rock mondiale con una voce potente originale ma soprattutto che gli viene da dentro .sono felice perche’ se i muse che adoro sanno dare un contributo strtaordinario al rock con ronnie romero che siano rainbow .lords of black si apre un era nuova .

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