Lord Of The Lost – Recensione: Judas

Dei Lord Of The Lost si può dire tutto ma non che sia una band che sa stare con le mani in mano, anzi all’opposto. La prolifica formazione di Amburgo, torna con “Judas”, settimo lavoro in studio e per l’occasione ci propone un album doppio, un concept che riguarda la figura di Giuda Iscariota. Un platter in cui si descrive dettagliatamente la percezione del suo personaggio e del cosiddetto Vangelo di Giuda, un documento che si dice consista in conversazioni tra lui e Gesù Cristo e che getta così una luce diversa sulla storia religiosa come è raccontata nel Nuovo Testamento della Bibbia. Ovviamente, il tema religioso è predominante in questo lavoro, ma non da meno argomenti come l’amicizia, l’odio, l’amore, il tradimento e il perdono, tutti importanti e complementari in “Judas”.

L’album è diviso in due parti, “Damnation” e “Salvation”, entrambe contenenti dodici tracce, non a caso come il numero degli apostoli. “Damnation” sicuramente ha una veste più oscura e dal sound più aggressivo, che ben si sposa con argomenti come il tradimento e la crocefissione di Cristo. Un esempio di quanto detto si esplicita nella travolgente titletrack che apre questo lavoro e che è intrisa di grandi atmosfere, a cui segue l’imponente e maestosa “For They Know Not What They Do” dove la voce di Chris è accompagnata da un coro che rende più solenne l’interpretazione e da al brano un’immagine ancora più vivida. In “Your Star Has Led You Astray” e “Born With A Broken Heart” si riesce a mantenere l’equilibrio e l’alternanza tra parti aggressive e melodiche sostenute da quell’aura dark e misteriosa a cui la band ci ha da sempre abituato, mentre i deliziosi sintetizzatori avvolgono le trame della conturbante e cupa “The 13th”.

Da non trascurare su “Damnation” anche la teatrale “2000 Years A Pyre”, la poesia funebre “Death Is Just A Kiss Away” e “The Heart Is A Traitor”, con un irresistibile sound dal retrogusto anni ottanta. “Salvation” è caratterizzato da un approccio più positivo, di speranza, in cui la luce alla fine del tunnel è molto di più che una mera utopia e questo aspetto si percepisce anche nel mood generale dei pezzi, sempre potenti e aggressivi, ma che fanno da contraltare alla prima parte più oscura dell’album, rendendo le composizioni  assolutamente complementari. Infatti, ascoltando il primo brano, “The Gospel Of Judas”, sembra la naturale prosecuzione e risposta a “Judas”, una traccia altamente esplosiva nella sua drammaticità. “Viva Vendetta” è un altro dei punti forti del disco, irresistibile nella sua declamatoria essenza, mentre in “Argent” si rimane spiazzati in modo positivo dalle inaspettate sonorità orientaleggianti.

L’intensa power ballad “The Heartbeat Of The Devil” mantiene alto il coinvolgimento emozionale, così come l’electro goth di “And It Was Night” ci trasporta in un’altra dimensione, facendoci apprezzare ancora di più le mille sfaccettature di questo album. L’inizio di “The Constellation” ricorda molto “Every Breathe You Take” dei The Police, poi il brano prende vita propria e si focalizza sulla struggente ed impeccabile prova vocale del versatile Harms, mentre il trascinante groove di “Iskarioth” non può che farci simpatizzare per il traditore più famoso ed odiato del mondo. “A World Where We Belong” infonde speranza, una luce che si diffonde nelle tenebre fino al momento della salvezza in “Work Of Salvation”, dove si chiude il sipario su questa nuova mastodontica opera targata Lord Of The Lost.

Un’opera imponente ed ambiziosa che vuole dare una chiave di lettura diversa su un personaggio così controverso come quello di Giuda e che riesce nel suo intendo tenendo alta sempre l’attenzione dell’ascoltatore nonostante la lunghezza dell’album. Un ennesimo passo avanti per la band tedesca, che non ha affatto paura di sperimentare dando sfogo alla propria creatività. Sicuramente questo è un album che farà felici gli estimatori del gruppo, ma che ha bisogno di svariati ascolti per chi magari si approccia per la prima volta alla band.

Etichetta: Napalm Records

Anno: 2021

Tracklist: CD 1 01. Priest 02. For They Know Not What They Do 03. Your Star Has Led You Astray 04. Born With A Broken Heart 05. The 13th 06. In The Field Of Blood 07. 2000 Years A Pyre 08. Death Is Just A Kiss Away 09. The Heart Is A Traitor 10. Euphoria 11. Be Still And Know 12. The Death Of All Colours CD 2 01. The Gospel Of Judas 02. Viva Vendetta 03. Argent 04. The Heartbeat Of The Devil 05. And It Was Night 06. My Constellation 07. The Ashes Of Flowers 08. Iskarioth 09. A War Within 10. A World Where We Belong 11. Apokatastasis 12. Work Of Salvation
Sito Web: http://www.lordofthelost.de/

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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