Elektradrive – Recensione: Living 4

Gli Elektradrive sono stati senza discussione la migliore band di rock melodico/A.O.R. prodotta dal nostro paese. L’unica ad essere in grado di misurarsi con il meglio della scena internazionale senza timore di essere sovrastata e una delle poche ad aver mantenuto un culto costante anche dopo anni di inattività (l’ultimo lavoro, “Big City”, risale al 1993). Per tutte queste motivazioni il loro rientro sulla scena è accompagnata da grandi speranze e aspettative enormi; un fermento che il pur molto bello “Living 4” non soddisfa pienamente (qui ci si aspettava il capolavoro, senza mezzi termini!). C’è tanta classe nelle tracce qui raccolte, moltissimo mestiere e una sacrosanta voglia di non attardarsi su uno stile troppe retrò. Quello che gli Elektradrive suonano oggi è un rock melodico, elaborato e intriso di armonie, cori, arrangiamenti che poco sanno di A.O.R. e più si adattano ad un rock classico dalle tinte lontanamente progressive. Un sound maturo e moderno che dimostra il grande spessore dei musicisti coinvolti. Per avere un’idea potete immaginarvi i Queensryche con la coralità dei King’s X, miscelati con il class rock dalle tinte moderne di certi Harem Scarem (o Mister Kite per andare nell’underground). Ovviamente gli Elektradrive sono abbastanza bravi per girare il tutto in chiave molto personale e creare qualcosa di inimitabile come sempre. Una bella premessa; tuttavia il disco è avvolto da un mood costante che da un lato svolge una funzione catalizzante, ma dall’altro esprime un’omogeneità che lascia raramente spiccare i singoli brani. Ecco quindi che per tessere le lodi di “Living 4” bisogna concentrarsi sulla qualità del suono, sulla professionalità con cui vengono gestiti i cori, sulla incisività degli assoli, sull’eleganza degli arrangiamenti, etc… ma non viene davvero in mente di tirare in ballo i titoli delle canzoni. In sostanza gli Elektradrive hanno creato un’opera di rock melodico avvolgente a cui mancano però troppo spesso i ritornelli vincenti e i brani d’impatto. C’è più d’un eccezione a questa regola, basta ascoltare un brano più classico come "Dirty War Of Bloody Angels" per restare letteralmente a bocca aperta. Ma nella resa complessiva di un album tanto lungo qualche limite emerge, soprattutto dopo ascolti ripetuti. Piccole riserve a parte si tratta comunque di un ritorno molto positivo. Non fatevelo quindi sfuggire.

Voto recensore
7
Etichetta: Valery Records / Frontiers

Anno: 2009

Tracklist: 01. Evil Empire
02. Feed The Ground
03. What We Still Don't Know
04. Living 4
05. Do It For Everyone
06. Get Power From The Sun
07. Pain
08. Dirty War Of Bloody Angels
09. The Water Diviner
10. You Are Always On My Mind
11. W.Y.S.I.W.Y.S.
12. In A Superficial Way
13. Fake News
14. Son Of The Universe

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login