Planet X – Recensione: Live From Oz

Nell’ascolto di questo live gli unici componenti degli di attenzione e di ascolto sono i virtuosismi tecnici di Virgil Donati, batterista dei Planet X. I ragazzi americani confermano quell’impressione di declino avuta dopo l’abbandono di Brett Garsed. Sono indiscutibili le capacità tecniche ed esecutrici del sostituto-chitarrista Tony Macalpine, allievo di Gilbert, ma purtroppo non bastano nella produzione di buona musica. Per quanto riguarda Derek Sherinian, ex Dream Theater, la storia è sempre la stessa. Pur essendo un ottimo esecutore e in possesso di una ottima tecnica, non è in grado di comporre canzoni che possano essere ricordate per le emozioni e le immagini che riescono ad infondere nell’ascoltatore e non solo per la difficoltà tecnica nell’eseguirle. Alla fine è proprio questo il nodo centrale per capire la musica dei Planet X: pur essendo indiscutibili nella tecnica, non possiedono quel feeling che permette di unire compositore e ascoltatore attraverso l’emozione che è indispensabile per poter capire ed apprezzare la musica di qualsiasi musicista. C’e, in questo disco, qualche passaggio fusion e progressive degno di nota, ma si perde nel mare di note e scale ad altissima velocità eseguite dai posers americani. Per quanto riguarda la produzione, essa appare troppo “curata” per essere un live, che appare tale solo per le voci del pubblico mentre sembra troppo maneggiata per essere vera e genuina.

Voto recensore
5
Etichetta: Spv-Insideout

Anno: 2002

Tracklist: Tracklist: Ignotus Per Ignotium / Inside Black / Dog Boots / Atlantis / Derek Sherinian Solo / Warfinger / Virgil Donati Solo / Warfinger Reprime / Tony Macalpine Solo / Her Animal / Europa / Pods Of Trance

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