Pearl Jam – Recensione: Lighting Bolt

A quattro anni dalla precedente studio release, tornano I Pearl Jam, una delle ultime, grandi, vere rock band ancora in circolo sulla faccia della terra.

Sin da subito questo attesissimo (e decimo disco) “Lighting Bolt” parte potente, con un trittico di canzoni molto interessanti anche negli arrangiamenti (tra cui troviamo anche il primo singolo “Mind Your Manners”), toste ed incalzanti, ma per niente scarne. La taglientissima attitudine punk dello scorso studio album si è, qui, evoluta in qualcosa di più pieno e rotondo. Ce ne accorgiamo con la seguente “Sirens”, ballata dolce ma carica di pathos e ritmo, oltre che strumentisticamente parlando.

E da qui si continua con l’adrenalinica title track, canzone ben costruita e, ancor di più, molto ben strutturata, dove gli assoli sono sempre e sapientemente al servizio del pezzo e ritmiche tribali fungono da ottimo tappeto ritmico per l’inconfondibile voce di Vedder, fino all’esplosione rock del ritornello. “Infallibile” è un altro mid-tempo, pieno di arrangiamenti che si muovono verso uno stile che quasi rasenta il gospel, molto godibile e duttile all’ascolto, mentre “Pendulum” rimane sospesa, introspettiva, anche se forse un po’ tronca nel finale in pseudofading.

Ottimo, comunque, l’impegno di tutti i cinque PJ, più il solito e fidato produttore O’Brien (che si cimenta anche al piano nell’intro della dolcissima e conclusiva “Future Days”). Interessante, poi, l’utilizzo di distorsioni chitarristiche quasi surf in più di un pezzo. L’accoppiata “Swallowed Whole”, “Let the Records Play”, ci ricorda, poi, che si possono esplorare territori diversi, pur restando sempre in ambito rock, lezione che la band ha sempre voluto rimarcare, visto che i Pearl Jam hanno sempre fatto affidamento sul loro personalissimo stile e, grazie a questa elasticità e generosità, hanno fan in ogni parte del globo.

Tornando al disco, arrivano buone vibrazioni da praticamente tutte le composizioni, che risultano godibilissime e facili da assimilare. “Sleeping By Myself”, con il suo flavour country andante, ne è uno splendido esempio.

“Lighting Bolt” è, dunque, molto più curato rispetto al precedente” Backspacer” (che non era per niente un album malvagio, intendiamoci) e rappresenta sicuramente un passo avanti nello sviluppo artistico e nell’approccio compositivo da parte della band. E, se questi sono i risultati, che ben venga, assolutamente.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Monkeywrench/Republic

Anno: 2013

Tracklist:

01. Getaway

02. Mind Your Manners

03. My Father's Son

04. Sirens

05. Lightning Bolt

06. Infallible

07. Pendulum

08. Swallowed Whole

09. Let the Records Play

10. Sleeping By Myself

11. Yellow Moon

12. Future Days


Sito Web: pearljam.com/‎

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. giulio b

    Gran bel singolo “Sirens”!!

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