Liv Kristine – Recensione: Libertine

Giusto un paio di anni fa, in occasione dell’uscita di “Skintight”, terzo lavoro sulla lunga distanza dell’omonimo progetto solista di Liv Kristine, il nostro portale definì la proposta della bionda norvegese come un platter di pop rock accattivante ma essenzialmente innocuo. Inutile dire che la quarta prova, dal titolo “Libertine” non si discosta affatto da queste coordinate e la Signora Krull inanella una serie di brani accattivanti al punto giusto che fanno leva su melodie mnemoniche e refrain di altrettanta presa. Con l’aiuto dell’immancabile marito alla produzione e il solito parterre di musicisti che arrivano dagli Atrocity e dai Leaves’ Eyes (sempre tutto in famiglia…), la voce cristallina e un po’ fanciullesca della bionda Liv è mattatrice di questo album che ben lungi dal poter vantare pretese oltre all’intrattenimento, si ascolta con piacere e senza sforzo. “Solve Me” è un brano scoppiettante e dalle melodie solari, ma citiamo anche la deliziosa “Paris Paris” talmente disincantata che non ci stupiremmo di sentirla trasmessa a rotazione da una qualche emittente radiofonica di largo consumo. Insomma, “Libertine” è un po’ come i tormentoni che ci hanno accompagnato durante l’estate: divertenti, ma tra qualche settimana non ne sentiremo più parlare.

Voto recensore
6
Etichetta: Napalm Records / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:

01. Interlude
02. Solve Me
03. Silence
04. Vanilla Skin Delight
05. Panic
06. Paris Paris
07. Wait for Rain
08. Love Crime
09. Libertine
10. Meet Me in the Red Sky
11. The Man With a Child in His Eyes (Kate Bush cover)


Sito Web: www.livkristine.de

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