Therion – Recensione: Les Fleurs Du Mal

C’è aria di grandi novità in casa Therion. Con un lungo comunicato stampa pubblicato sul sito della band, il leader Christofer Johnsson rende nota ai fan l’intenzione di dedicarsi finalmente alla rock opera custodita gelosamente in cantiere da anni. Un lavoro mastodontico parrebbe, diviso in più episodi di cui questo “Les Fleurs Du Mal” è soltanto un assaggio che uscirà in occasione del venticinquesimo anniversario della band. L’intenzione di Christofer è quella di creare una vera rappresentazione teatrale divisa in atti, che non coinvolgerà soltanto la musica, ma anche recitazione e arti visive. Un progetto ambizioso dunque, ma non sempre il coraggio di cambiare viene premiato. Di fronte a una simile notizia, il colosso Nuclear Blast si è tirato indietro, vedendo il tutto come troppo operoso ed eccessivo (leggi “costoso”) e il nostro deus ex machina non ha avuto altra scelta che autofinanziare il lavoro. Nemmeno Snowy Shaw sembra crederci molto e offre sul nuovo album solo un piccolo contributo, prima di salutare definitivamente i compagni di avventura. In effetti, se “Les Fleurs Du Mal” getta le basi per questa rock opera, si nota subito come essa sia impostata in modo sensibilmente maggiore sulla musica sinfonica ed operistica piuttosto che sul metal, sebbene questo aspetto non venga tralasciato, bensì sensibilmente diluito. L’altra e più ovvia osservazione che viene da fare è che i brani che andremo ad ascoltare non sono originali, bensì cover di cantautori francesi, naturalmente rivedute e corrette in chiave Therion, mantenendo ora continuità con gli originali, ora distaccandosi. Tutto funziona molto bene in effetti e, anche la lingua francese si dimostra sufficientemente elastica e musicale per incontrare gli arrangiamenti della band (va detto che gran parte del merito è della bravissima soprano Lori Lewis). Brani come “Polichinelle” di France Gall, “Lilith” di Léonie Lousseau e “Je n’ai Besoin Que De Tendresse” di Claire Dixon si rivelano gli highlight dell’ascolto, trovando una nuova natura nelle sonorità metalliche e nei pregevoli innesti di pianoforte ed archi.  Il platter è dunque convincente, forse a tratti appare un po’ strano, considerando come suonavano le ultime produzioni della band e l’insieme lascia un pizzico spiazzati. Ciò non toglie come “Les Fleurs Du Mal” sia un ascolto affascinante, frutto di una scelta alla quale non mancano né coraggio, né ambizione. Ora non resta che aspettare e vedere se ciò basterà a premiare gli sforzi di Christofer Johnsson.

Voto recensore
7
Etichetta: Adulruna / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:

01. Poupée De Cire, Poupée The Son
02. Une Fleur Dans Le Coeur
03. Initials B.B
04. Mon Amour, Mon Ami
05. Polichinelle
06. La Maritza
07. Soeur Angelique
08. Dis Moi Poupée
09. Lilith
10. En Alabama
11. Wahala Manitou
12. Je N'al Besoin Que De Tendresse
13. La Licorne D'or
14. J'al Le Mal De Toi
15. Poupée De Cire, Poupée The Son
16. Les Sucettes


Sito Web: www.megatherion.com

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

4 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Antonio

    Grande Recensione per un ottimo album!

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  2. Alessandro Armando

    grande album!!

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  3. Franco

    Bellissimo album e gran concerto a Trezzo.

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  4. Alberto Capettini

    Con tutto il rispetto che la band merita ed alcuni lavori memorabili, questo nuovo lavoro non mi è piaciuto per niente. Lo ritengo un passo troppo azzardato.

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