Leach – Recensione: Lovely Light Of Life

Dietro ad una copertina dalla qualità discutibile, I Leach, trio thrash’n’roll  svedese, nascondono un discone tanto pesante quanto creativo. Attivi dal 2003, questa terza gita in studio, fuori il 21 maggio per Brutal Records, regala al loro catalogo un lavoro parecchio divertente da ascoltare, se non un filo blando ed esagerato come durata. Mi sono approcciato a “Lovely Light Of Life” incuriosito dall’etichettatura thrash’n’roll, in quanto nuovo alla proposta artistica della band. Questa definizione però porta un po’ fuori strada da quella che è la direzione sonora presa dai tre in questo progetto, con molte più influenze hardcore che rock’n’roll. Non fraintendete, questa è tutt’altro che una critica, sono anzi rimasto piacevolmente sorpreso dalla pesantezza che pervade tutti i 46 minuti circa che compongono l’album. Pezzi come “Scorched Earth Tactics” e “Down For Counting” sembrano uscire direttamente dalla scena hardcore degli anni ’90, quella senza troppi fronzoli o giri di parole, solo tanta cattiveria. Non manca, inoltre, quella piccola vena melodica che è quasi sinonimo della scena metal svedese. Le punte hard rock/rock’n’roll si possono trovare perlopiù nel riffing di Markus Wikander in tracce come l’ottima opener (escludendo l’intro “Prelude”) “Serenade (For the Broken Brave)” o l’antemica, perdonate l’inglesismo, closer “Sweet Blasphemy”, passando per canzoni come “Trench Walk”, “Aniara” e “Gaslighting”.

Il guitar work proposto da Markus è tanto grezzo quanto efficace, con piccoli sprazzi di genialità in certi arrangiamenti e una buona dose di riff e passaggi davvero memorabili (il riff principale della sopracitata “Down For Counting” è ormai un inquilino nel mio cervello) ma soprattutto una carica davvero esplosiva che rende giustizia ad un suono distorto ma allo stesso tempo molto chiaro. Non mancano le cavalcate alla Jeff Hanneman, la parte “thrash” dell’etichettatura non mente affatto. “Carry The Stigma”, “True North” e la sfuriata che è “Vultures” ne sono esempi lampanti, rapide e pungenti dettate da velocissimi skank beats ed abrasivi fills direttamente dalle batterie di Joachim Dahlström, che sa decisamente il fatto suo dietro al kit. La sezione ritmica è infatti un punto di forza non da poco di questo disco, sempre precisa e mai banale, messa a note da Anders Nordlander ed il suo basso dal suono veramente eccellente, che delinea ancora una volta la chiara radice hardcore del progetto con quel distorto che farà invidia a molti bassisti del genere. Se il carro armato che è il comparto ritmico del trio non fosse un riferimento già abbastanza ovvio alle loro tendenze hc, ci pensa lo stesso Markus, chitarra del gruppo, a mettere la firma con una performance vocale spacca-orecchie, quel tipo di scream che fa male alle corde vocali solo a sentirlo, ma che inevitabilmente dona al lavoro un tiro micidiale. Ammetto di avere un amore innato per questo cantato quasi strozzato alla Jamey Jasta degli Hatebreed, quindi sono un po’ di parte quando dico che adoro le voci in questo disco, capaci di trasmettere fino all’ultima goccia di rabbia presente nei ragazzi. In seguito alla fine del disco, la tracklist regala un’ultima e bellissima bonus track, “D.O.D.”, che vanta la notevole presenza in qualità di guest vocalist di Björn “Speed” Strid, voce dei Soilwork, storica formazione anch’essa svedese.

Pur non re-inventando la ruota, Lovely Light Of Life è un ascolto veramente divertente per la sua sfrontatezza, i Leach sono macchine da live, con innumerevoli concerti all’attivo, e questo disco non potrà che procurare qualche osso rotto nelle sue future scorribande, catastrofi sanitarie permettendo. La produzione, gestita da Christian Silver allo Studio Mega, che in passato ha ospitato gruppi come Arch Enemy, Kreator e li stessi Soilwork, tocca quel giusto mix tra grezzo e perfettamente bilanciato, ulteriore motivo per dare una chance ad un disco che può sicuramente sorprendere e lasciare colli doloranti. Io vi ho avvertito.

Etichetta: Brutal Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Prelude 02. Serenade (For The Broken Brave) 03. Carry The Stigma 04. Trench Walk 05. Scorched Earth Tactics 06. Aniara 07. True North 08. Down For Counting 09. Vultures 10. Gaslighting 11. Sweet Blasphemy 12. D.O.D. (Feat. Björn “Speed” Strid)
Sito Web: https://www.facebook.com/leachswe

Matteo Pastori

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Nerd ventiduenne appassionato di tutto ciò che è horror, bassista a tempo perso e cresciuto a pane e Metallica. La musica non ha mai avuto etichette per me, questo fa si che possa ancora sorprendermi di disco in disco, rendendo ogni giorno un po' meno pesante.

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