Krilloan – Recensione: Emperor Rising

Introdotti da una press release abbastanza scarna, i Krilloan sono un quintetto proveniente da Älmhult, piccola cittadina della Svezia meridionale. Dopo il debutto avvenuto l’anno scorso, con la pubblicazione dell’EP “Stories Of Times Forgotten”, per la formazione fronteggiata da Alex VanTrue e diretta dal chitarrista Klas Holmgren è dunque arrivato il momento di mettersi alla prova su una distanza più consistente ed impegnativa, spalmando la propria idea di power (“roba veloce, melodica, antemica ed epica”) su una scaletta più ariosa che oggi comprende nove brani ed una durata di poco superiore ai trentacinque minuti. “Per i fan di Blind Guardian, Helloween, HammerFall, Evertale, Bloodbound”, aggiunge la loro etichetta italiana, ed in effetti la bella copertina disegnata da Alvaro Valverde propone un mix di draghi, spade e muscoli che difficilmente promette novità, ma garantisce almeno un rispettoso rispetto dei canoni codificati da altri – alla lista potremmo aggiungere Manowar e Rhapsody – ed una sana dose di convinzione. Il coro potente, il furioso lavoro sul basso del virtuoso argentino Marco Ignacio Toba ed il pestaggio sulla batteria di Cristoph Brandes ci mettono ben poco per spiegare di quale natura è fatto il sogno dei Krilloan: il disco è un assalto maschio ed implacabile con alcune aperture melodiche, prodotto ottimamente e caratterizzato da una discreta complessità, nonostante i richiami classici e ben conosciuti dagli amanti del genere.

In virtù di questa densità, che traspare dall’openerPrince Of Caledor” ma viene ulteriormente sviluppata nella seguente “Sons Of The Lion”, “Emperor Rising” dimostra di aspirare segretamente ad una collocazione che non deve per forza coincidere con quella delle band citate tra le principali influenze. Gli arrangiamenti, la quadratura generale e soprattutto l’esuberanza dimostrata dalla sezione ritmica (“Emperor Rising”) concorrono infatti alla realizzazione di un prodotto più complesso ed anche coraggioso (lo è ad esempio la scelta del riff in chiave minore di “Fireborn”) che proprio nei cori individua non solo un elemento di coinvolgimento, ma anche un modo intelligente per ritrovare la via di casa dopo gli acuti di VanTrue – mai spinti all’eccesso – e le evoluzioni strumentali di basso e chitarre. Evoluzioni che arricchiscono l’esperienza ma senza mai diventare artificiose: la ballata epica di “Break Of Dawn” dimostra come i cinque svedesi siano in grado di realizzare brani di buon impatto senza dover necessariamente ricorrere a ritmi sostenuti e numeri circensi, dimostrando così di poter gestire con eleganza ed intensità anche i momenti più semplici dal punto di vista compositivo e narrativo. Nonostante un’immagine fortemente derivativa, peraltro condivisibile trattandosi di un debutto che deve tenersi dalla parte del sicuro, l’ascolto di “Emperor Rising” dimostra come l’intenzione dei Krilloan non sia esattamente quella di accodarsi al carro, proponendo in tutto e per tutto more of the same. Su questo disco si avvertono invece la disponibilità in canna di soluzioni stilistiche differenti (comprese alcune suggestioni cinematografiche nella pillola strumentale “Return To Melnibone”), la capacità di scrittura nel saper gestire il tanto senza mai farlo sembrare troppo (“Angels Sacrifice”) ed un senso della sintesi che ti porta alla fine del disco con la voglia di ascoltarne ancora per capirne di più.

Il debutto della band di Älmhult non possiede né la durata né l’autorevolezza per dare un senso compiuto e definitivo a tutto quanto frulla per la testa dei cinque, contemplando al suo interno anche un paio di tracce leggermente più acerbe (“Stormlight”), ma rappresenta un secondo ed intrigante scorcio su un’idea di heavy/power/speed robusta, al passo con i tempi, che ben conosce la grammatica del genere a cui appartiene ma per nulla intenzionata a farsi imbrigliare dal gioco sterile dei rimandi e delle similitudini. E se anche non è possibile affermare con certezza che i Krilloan siano davvero the fastest & hardest band of the international power metal scene, è indubbio che la creatura di Klas Holmgren possiede la granitica intenzione ed i notevoli mezzi per provare a diventarlo, garantendo al tentativo una forma comprensibile, trascinante e piacevole all’ascolto.

Etichetta: Scarlet Records

Anno: 2022

Tracklist: 01. Prince Of Caledor 02. Sons Of The Lion 03. Fireborn 04. Return To Melnibone 05. Emperor Rising 06. Break Of Dawn (Brothers In Arms) 07. Into The Storm 08. Stormlight 09. Angels Sacrifice
Sito Web: facebook.com/KrilloanOfficial

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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