Immolation – Recensione: Kingdom Of Conspiracy

La qualità media delle uscite degli Immolation è piuttosto incontestabile, almeno rilevata dal punto di vista di un appassionato del genere, ma nonostante questo vanto bisogna anche contestare alla band quella che a tratti pare un’eccessiva adesione ai dettami basilari del proprio stile.

Ancora una volta il gruppo arriva infatti all’appuntamento discografico e nonostante i tre anni passati dall’ottimo “Majesty And Decay” le differenza su cui poter in qualche modo poggiare una discussione critica sono pressoché inesistenti. Al contrario, “Kingdom Of Conspiracy” sceglie addirittura di fare un mezzo passo indietro e cancella anche la pur minima tentazione di “ammodernamento” per tornare al più classico suono death metal, infarcendo le song dei consueti rallentamenti, cambi di ritmo e delle altrettanto prevedibili dissonanze (vero marchio di fabbrica!).

Per chi segue la band da sempre canzoni anche valide come “Kingdom Of Conspiracy”, “Indoctrinate” o “God Complex” sanno onestamente di un po’ troppo sentito, quasi riciclato, e mancano in fondo di quella caratteristica di particolarità che al contrario è una delle doti più apprezzate degli Immolation. In questo senso sono sicuramente più azzeccate e trascinanti “Bound To Order”, “Keep The Silence”, che inizia lenta e maligna per evolversi verso una struttura dissonante e furiosa, o la epica e più melodica “The Great Sleep”.

Vista la non certo immediata digeribilità di un tale prodotto bisogna però essere molto affezionati al gruppo per aver la pazienza di andarsi a cogliere le sfumature dei singoli brani; e dopo tante band assolutamente in linea con queste scelte ci sarebbe comunque piaciuto assistere ad una piccola evoluzione che evidenziasse ancor maggiormente il rango di maestri che gli Immolation detengono.

“Kingdom Of Conspiracy” è invece “solo” un buon disco, sicuramente curato e costruito con mestiere, ma incapace (almeno per noi) di suscitare le emozioni uniche di altri classici del gruppo come “Here In After” o “Unholy Cult”.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2013

Tracklist:

01. Kingdom of Conspiracy
02. Bound to Order
03. Keep the Silence
04. God Complex
05. Echoes of Despair
06. Indoctrinate
07. The Great Sleep
08. A Spectacle of Lies
09. Serving Divinity
10. All That Awaits Us


Sito Web: https://www.facebook.com/immolation

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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