King Company – Recensione: Trapped

Probabilmente unico Paese al mondo nel quale le uscite heavy metal non sono relegate ad una categoria a parte, la Finlandia rappresenta una fucina inesauribile di talenti, ispirati dalle sue giornate fredde e buie, dai suoi silenzi e dalle sue candide distese di alberi e neve. Orfano inconsolabile di Sentenced, Thunderstone, Blackstar Halo e pure dei Lordi migliori, mi sono avvicinato con curiosità a questa nuova uscita di AOR Heaven, che per la terza volta ricompone una formazione che pare pensata apposta per rinverdire i fasti del metal melodico ed autunnale che fu. “Trapped” è infatti il terzo disco di una band attiva dal 2014 che annovera tra le sue fila nomi noti della scena locale (Thunderstone, Kotipelto, Children Of Bodom, per citarne alcuni) e che può vantare trascorsi italiani, con le prime due uscite pubblicate da Frontiers e “Queen Of Hearts”, in particolare, cantato dal mantovano Leonard F. Guillan. L’ingresso di Ilkka Keskitalo alla voce e la firma di un nuovo contratto con la label tedesca di Altheim sono forse le novità più grandi per un disco che, nonostante i trascorsi turbolenti e le difficoltà legate al C-19, si pone soprattutto il compito di dare nuova visibilità al gruppo e continuità ai riscontri generalmente positivi ottenuti in passato.

Melodico ed incalzante, “Trapped” cerca e trova da solo gli aggettivi per raccontarlo: sbagliare la descrizione è praticamente impossibile, d’altronde, perché la proposta della band finlandese è chiara e trasparente dall’inizio alla fine di questo terzo lavoro. Declinato su un up-tempo che lascia spazio ad assoli di tastiera e chitarra sempre efficaci, l’album propone undici tracce che piacciono e si piacciono, come si capisce dal mordente con il quale sono interpretate e dall’insistenza furba sui passaggi di maggiore presa. Un lusso che i King Company possono concedersi senza sensi di colpa, perché se la materia prima è valida le possibilità di spremerla e valorizzarla aumentano in modo esponenziale. Se infatti si esclude qualche sopportabile annacquatura finale (“Cold Killing Game” è un po’ confusa, mentre la compassata “Stars Will Lead The Way” funge un po’ da classico riposo del guerriero), tutto il disco si mantiene su coordinate stilisticamente e qualitativamente omogenee, con una tracklist vibrante ed indipendente dall’ordine con il quale si sceglie di esplorarla. Grazie ad una produzione cristallina (che nobilita anche una ballad tutto sommato normale come “Death Of Soul”) e ad un perfetto bilanciamento degli elementi, dentro a “Trapped” è possibile ascoltare aperture delicatamente  arpeggiate (“Trapped In Heart”), convincenti richiami al metal moderno (“Screen Is Your Life”, fresca ed attuale tanto nei suoni quanto nei testi) ed accelerazioni divertenti e decisamente divertite (“Nobody’s Fool”): il fatto che il disco presenti un contenuto di qualità, qualsiasi sia il suo approccio al singolo brano, testimonia un controllo maturo e totale, che l’autorevolezza timbrica di Keskitalo rafforza ulteriormente (“Dangerous Tonight”, “Nothing For Free”).

La durata dei brani, che si attesta mediamente tra i quattro ed i cinque minuti, è un altro dato che aiuta a misurare fisicamente l’album ed il suo rinnovato senso di scopo: non troppo estese ma nemmeno confinate alle anguste lunghezze radiofoniche, le sue undici tracce hanno tutto il tempo di crescere, dispiegarsi e fiorire, pur senza scadere nella ripetitività di una stesura eccessiva. Gli interventi frequenti di piano / tastiera a cura di Jari Pailamo contribuiscono a spingere il disco(rso) verso territori non propriamente progressive, dal momento che la forma del tutto si mantiene sempre relativamente semplice, ma almeno di una qualche complicata eleganza. Benchè non sbandierata ai quattro venti, c’è insomma un’idea di orchestrazione (come nella sentita “Stephanie”) che da sola non cambia la sostanza, ma qualcosa di interessante dice sulle differenti anime della band e sulla ricchezza – vivida e pulsante – nella quale la diversità dovrebbe sempre trasformarsi. Nonostante sia il tipico lavoro di consolidamento, “Trapped” mantiene quell’aura da outsider inesploso che lo rende, almeno alle mie orecchie, ancora più rilevante. Composto con cura e prodotto come meglio non si potrebbe, il debutto dei cinque per AOR Heaven mantiene tutte le promesse e non deve passare inosservato: fiero della sua impronta nordica e perfettamente calato nella parte del metallaro melodico e convinto, questo lavoro veloce di testa e di mano si pone allo stesso livello delle migliori produzioni attuali e costituisce la base ideale per una storia bella, godevole e forse ancora tutta da scrivere.

Etichetta: AOR Heaven

Anno: 2021

Tracklist: 01. I Will Be Here 02. Trapped in Heart 03. Stephanie 04. Dangerous Tonight 05. Death of Soul 06. Screen Is Your Life 07. Nothing for Free 08. Fair Winds 09. Cold Killing Game 10. Nobody’s Fool 11. Stars Will Lead the Way
Sito Web: kingcompanyband.com

Marco Soprani

view all posts

Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login