Endstille – Recensione: Kapitulation 2013

Sarebbe inutile pretendere qualcosa di diverso dagli Endstille, eppure,  nella propria carriera ultradecennale la band tedesca è stata protagonista di un’evoluzione lenta ma costante che l’ha portata ad affinare il proprio bagaglio tecnico e a contaminatore il black metal primitivo con sinistri ritrovati melodici. “Kapitulation 2013” segue dunque questa parabola e da subito appare come un album ove il trademark dell’ensemble è assolutamente riconoscibile. Un disco fisico, quadrato, marziale. Questa volta sembra che il lavoro sia come diviso in due parti, con la prima devota a un old-school black metal ruvido e guerresco, supportato però da esecuzioni dalla precisione chirurgica. Ne abbiamo un esempio nelle ottime “Aborted” e “The Refined Nation”, entrambe ruvide e veloci ma ricche di pahtos, complici alcuni sporadici rallentamenti che rafforzano la solidità dei pezzi. “SickHeil” chiama invece in causa il black più oltranzista e si rivela la traccia più veloce del platter, supportata da una impressionante sezione ritmica. A partire da “Monotonus 2013” gli Endstille si propongono in vesti più ragionate ma pur sempre prive di troppi compromessi. La traccia menzionata introduce un uso maggiore dei rallentamenti e Zingultus utilizza a tratti una voce profonda e narrata. “Nostalgia” è davvero inquietante grazie all’introduzione di misteriosi cori monastici e a un mood malinconico e notturno, ripreso nel finale “Endstille (Abschied)” dove è reintrodotta la narrazione, su tappeti di riff compressi e nuovamente marziali. “Kapitulation 2013” è esattamente il disco ideale per i fan della band, che di certo non ha tradito le aspettative del proprio seguito.

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Aborted
02.  The Refined Nation
03.  Reich An Jugend
04.  Sick Heil
05.  Blasphemer (Sodom Cover)
06.  Monotonus 2013
07.  Nostalgia
08.  Stalin Note
09.  KDF 511
10.  Endstille (Abschied)


Sito Web: http://www.endstille.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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