Vintersorg – Recensione: Jordpuls

Andreas Hedlund, altrimenti noto col nome d’arte Vintersorg, è certamente una delle personalità più particolari della scena musicale di derivazione black. Pochi infatti gli artisti capaci di creare uno stile così caratteristico, fondato sicuramente su grandi doti vocali, ma soprattutto su una creatività a tutto tondo, in grado di sommare al talento interpretativo il necessario contraltare compositivo, nonché un background tematico non indifferente.

Per quanto riguarda il suo progetto nativo, Vintersorg appunto, “Jordpuls” rappresenta il settimo album di una carriera iniziata discograficamente nel 1998. E dopo un trittico di album più prog-oriented e dalle tematiche nettamente scientifico-spaziali (da “Cosmic Genesis”, 2000, a “The Focusing Blur”, 2004), Vintersorg ritorna alle atmosfere più viking/folk che ne hanno caratterizzato gli esordi.

“Jordpuls” prosegue e completa il back to the roots sancito dal precedente “Solens Rötter” (2007), con il recupero dell’idioma natio, del vecchio logo, ma soprattutto dell’approccio meno elaborato e tecnicamente artificioso dei pur validi album succitati. Accanto al polistrumentista svedese troviamo sempre il fido collaboratore Mattias Marklund, alle chitarre, per un album dal sapore quasi artigianale, nel senso più positivo del termine.

Il disco rappresenta dunque la riuscita sintesi del lato selvaggio ed efferato, e in questo erede dello spirito black, con lo spiccato gusto melodico del singer, che come sempre riesce a catalizzare, tramite la sua performance, la crudezza e la dolcezza della natura, con una spontaneità che lascia sempre attoniti.

Vintersorg stupisce per la freschezza che mantiene, nel proporre quello che sa fare meglio: canzoni immediate ma di solida struttura, riff semplici ma non scontati, e soprattutto linee vocali, armonizzazioni  e cori a profusione, elementi che ribadiscono, in un certo senso il legame con la tradizione rock dei seventies, e dei primi gruppi dal sapore epico, come gli Uriah Heep (non a caso omaggiati con una cover, su “Cosmic Genesis”).

“Jordpuls” ci riconsegna dunque il Vintersorg migliore degli ultimi anni, significativamente più completo e a suo agio, rispetto alle prove con Borknagar e Cronian. Fra tutte le composizioni si segnalano, per qualità, “Varldsalltets Fanfar”, “Mork Nebulosa” e “Skogen Sover”. Un gradito ritorno alle foreste natie, dopo i viaggi interplanetari del passato.

Voto recensore
8
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2011

Tracklist:
1. Världsalltets Fanfar 05:20
2. Klippor Och Skär 06:12
3. Till Dånet Av Forsar Och Fall 04:31
4. Mörk Nebulosa 05:23
5. Stjärndyrkan 05:06
6. Skogen Sover 05:54
7. Vindögat 04:34
8. Palissader 05:27
9. Eld Och Lågor 04:14

Sito Web: http://www.myspace.com/vintersorganic/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login