Jared James Nichols – Recensione: Highwayman EP

Jared James Nichols è un cantante e chitarrista americano, nato e cresciuto a pane, hard rock e blues fin dalla più tenera età: di recente ha fatto da supporto al mostro sacro Glenn Hughes, durante il tour che ha toccato anche l’Italia, accompagnato principalmente da Erik Sandin (basso, cori) e Dennis Holm (batteria).

Questo power trio è l’artefice dell’EP “Highwayman”, prodotto da Anton Joseph Perry (figlio del più celebre Joe, chitarrista degli Aerosmith) e registrato agli Swing House Studios di Los Angeles: 5 pezzi 5, di cui 2 cover, gioia e delizia per ogni appassionato del sanguigno sound hard blues.

Si parte subito con la cover di “We’re an American Band”, pezzo originariamente dei Grand Funk Railroad, reso tosto e luccicante dalla chitarra dello spilungone Nichols, dai suoi fidi compari e dai cori ad opera di Jessica Childress (Allen Stone Band), ospite anche per l’altra cover, quella “30 Days In The Hole” degli Humble Pie, impreziosita ulteriormente dalle percussioni di Ben Tileston (Joe Perry Solo Band).

Jared James Nichols suona senza plettro, a dita nude, con una baldanzosità giusta per il genere proposto e la prova viene data dai 3 pezzi originali di questo EP: “Old Glory” riporta alla mente sapori più acidi e reminiscenze Mother Love Bone-Soundgarden e si mette il soprabito migliore grazie all’assolo, “Fallin’ Down” inizia nervosa e si gioca sulla strofa in cui voce e chitarra la fanno da padrone mentre nel ritornello viaggiano all’unisono trasudando funk e blues da ogni poro mentre la conclusiva “Gone” è sporco, classico blues di strada che non ha bisogno di tanti giri di note per dire tutto quello che c’è da dire.

Un gustoso antipasto in attesa del prossimo album per una nuova stella già avvistata dai cultori di questo genere immortale.

Voto recensore
7
Etichetta: Listenable Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. We’re An American Band
02. Old Glory
03. 30 Days In The Hole
04. Fallin’ Down
05. Gone


Sito Web: https://www.facebook.com/Jaredjamesnichols/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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