Zool – Recensione: IntroMental

Questo combo scandinavo vede la partecipazione di musicisti provenienti da formazioni del calibro di Mind’s Eye e Majestic che si cimentano in un hard rock influenzato da componenti progressive e neoclassiche. La miscela di questi vari generi sembra richiamare da vicino gruppi come Symphony X e Ayreon anche se è chiara sin dai primi pezzi la volontà di creare canzoni orecchiabili ma allo stesso tempo tecniche e sperimentali. Degna di menzione è la prova del cantante Martin che rientra in quella schiera di singer che hanno come caposcuola Russel Allen dei già citati Symphony X: voce potente, cadenza marcatamente hard rock e tendenzialmente melodico. La tecnica di certo non manca anche se proseguendo nell’ascolto del disco difficilmente si riesce a rimanere concentrati. Dunque parecchie buone idee, metà delle canzoni presenti superano la media ma ciò non basta a farne un capolavoro.

Voto recensore
7
Etichetta: Lucrtia Records

Anno: 2002

Tracklist: Snake Eyes / Burning Ice / Valley Of The Witch / Balder (Son Of Odin) / Dragon Chaser / The Eye Of The Beast / The Rise Of The Evil Star / The Shepherd And The Lamb / Throne Of Thor / Cross Of Greed

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