Crematory – Recensione: Infinity

“Infinity”, nuovo studio album dei tedeschi Crematory, segue senza sussulti né sorprese le orme del predecessore “Pray”, un disco che segnava per la band un ritorno alle sonorità primigenie. “Infinity” vede infatti la componente death metal utilizzata in modo piuttosto marcato, scelta assolutamente giustificabile che tuttavia non porta a un riscontro positivo.

L’album è ripetitivo e prevedibile, i brani annoiano per quanto sono simili tra loro: incipit veloce e basato sulle chitarre, refrain più o meno intrigante con voce pulita e sfumature elettroniche, finale nuovamente muscolare. Il tutto senza la minima variazione sul tema. Il fatto che uno degli episodi migliori del lotto sia la cover di “Black Celebration” dei Depeche Mode, la dice lunga su quanto “Infinity” sia il segnale di una stasi creativa preoccupante che ci consegna i Crematory presi da una certa confusione, insicuri autori di quello che vorrebbe essere un riassunto del passato remoto e recente.

La bontà formale è indiscutibile, così come l’accurata produzione, ma non basta qualche ritornello piacevole né un paio di episodi azzeccati (“Sense Of Time” e “Auf Der Flucht” non sono neanche male) per rendere “Infinity” un disco appetibile al di fuori della cerchia dei die-hard fan della band.

Voto recensore
5
Etichetta: Massacre / Audioglobe

Anno: 2010

Tracklist:

01.Infinity
02.Sense Of Mind
03.Out Of Time
04.Black Celebration (Depeche Mode Cover)
05.Never Look Back
06.Broken Halo
07.Where Are You Now?
08.A Story About
09.No One Knows
10.Auf Der Flucht


Sito Web: http://www.myspace.com/crematorymusic

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