Allhelluja – Recensione: Inferno Museum

Suscitano una certa curiosità questi Allhelluja, progetto nato dalla collaborazione tra Jacob Bredahl, cantante degli Hatesphere, e il patron della Scarlet Stefano Longhi, a partire dal gioco di parole da cui nasce il nome, simpatico quanto intricato da scrivere.

Il risultato è un discreto death’n’roll sulla scia di quanto fatto vedere dagli Entombed qualche annetto fa, fatto con passione ma senza troppi sussulti per la verità. La proposta sa un po’ troppo di già sentito, tra echi di Desultory e reminescenze di Danzig nelle aperture sulfuree, e sembra in buona sostanza essere fermo a una decina di anni fa.

Non mancano i momenti positivi, come la kyussiana ‘Inferno Museum’, energica ma dilatata, o la melodica ‘God Is Laughing’, e il disco dà l’idea di qualcosa prodotto divertendosi, con una grezza ottica del ‘buona la prima’ che lo rende scorrevole. Indubbiamente il gruppo non tenta di accodarsi a trend o mode attuali, però manca costantemente qualcosa per farsi ricordare, per rimanere impresso nell’ascoltatore; forse un po’ più di cura a livello di songwriting avrebbe permesso di creare un lavoro memorabile, così rimane una buona ispirazione che avrebbe potuto essere concretizzata in maniera più efficace.

Voto recensore
6
Etichetta: Scarlet/Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01. A Perfect Man
02. Your Savior Is Here
03. Ego Te Absolvo
04. Miss M
05. Inferno Museum
06. Who's Gonna Kill My Lady?
07. God Is Loughing
08. Nervous Titter
09. Gettin' Closer
10. devil's Kiss


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