Casus Belli – Recensione: In The Name Of Rose

Band greca alla seconda release, i Casus Belli colpiscono l’ascoltatore positivamente con un pacchetto di undici brani diretti e potenti, di puro power-heavy metal.

La produzione di R.D. Liapakis è estremamente professionale e dona ai pezzi un quid in più che permette di catturare nel giusto modo l’attenzione.

A livello musicale si sottolinea soprattutto l’intervento della sezione ritmica, impeccabile, fantasiosa e sempre in prima linea ad inanellare ritmi incalzanti e vincenti; il bassista Fotis Anagnostou inanella una serie di giri al cardiopalma, sempre evidenziati da un “giusto” volume.

A questo si aggiunge che la miscela musicale dei nostri riesca a infondere nella medesima miscela lo stile catchy degli Hammerfall e la cattiveria dei Judas Preist più metallici, forgiando un sound che può interessare.

I punti negativi dell’album sono forse la voce poco significativa ed aggressiva di Panos Dedes, che non aiuta di certo i brani a conquistare gli ascoltatori, nonché una certa piattezza di proposta (dovuta forse a una scarsa differenziazione delle singole tracce).

Se però aggiungiamo i meravigliosi riff e gli assoli di Panos Arvanitis non possiamo non consigliare questo CD almeno ai fan del genere.

Vi sono diversi brani interessanti; fra gli altri si segnalano ‘Vengeance Is My Law’ (in stile Running Wild), la più catchy e melodica ‘Holy Gates’ o l’epicissima ‘Naked King’.

Se volete un buon album di power-heavy senza eccessive pretese ‘In The Name Of The Rose’ fa per voi.

Voto recensore
6
Etichetta: LMP / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01. I’m Your Master
02. Vengeance Is My Law
03. Holy Gates (In The Name Of Rose)
04. Diamond Crown
05. Edge Of A Knife
06. Initiation (Promised Land)
07. Isolation
08. Naked King
09. Wrongly Right
10. Eastern Dance
11. Whispering


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