Karmakanic – Recensione: In A Perfect World

Nonostante un buon successo di critica non avevamo accolto particolarmente bene la precedente uscita dei Karmakanic a titolo “Who’s The Boss In The Factory” perché secondo noi snaturava l’idea dietro la quale questo progetto era nato: allontanarsi, tramite la sperimentazione, dal prog rock di maniera, genere che Jonas Reingold porta già avanti con buoni risultati nei Flower Kings. Era quindi il caso di valutare se con il nuovo “In A Perfect World” i nostri fossero riusciti a tornare ai fasti artistici dei primi due lavori…e purtroppo la risposta è “no”!

Il nuovo lavoro infatti, pur essendo eseguito in maniera eccelsa nonché ben articolato e prodotto, è assolutamente canonico e troppo in linea con la tradizione; “1969” è innegabilmente influenzata da Yes e Kansas e bisogna riconoscere che il fautore del progetto, il già citato Reingold, spinge niente male col suo basso, emulo assolutamente credibile di Chris Squire e Geddy Lee. Confermiamo che le sperimentazioni sono lasciate quasi totalmente in disparte in favore di un tributo, comunque rivisto e corretto, alla tradizione progressive rock (“Turn It Up”) con qualche accenno modernista solo all’altezza di “Can’t Take It With You” e “Bite The Grit”.

Da citare il ruolo predominante delle tastiere di Lalle Larsson e di Nils Erikson che coadiuva anche Göran Edman alle lead vocals, prestazioni che comunque non risollevano un lavoro che smuove poco a livello emotivo generando rammarico viste le potenzialità dei musicisti coinvolti.

Voto recensore
6
Etichetta: Inside Out / Century Media-EMI

Anno: 2011

Tracklist:

01. 1969

02. Turn It Up

03. The World Is Caving In

04. Can’t Take It With You

05. There’s Nothing Wrong With The World

06. Bite The Grit

07. When Fear Came To Town


Sito Web: http://www.reingoldmusic.com

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