Imperia – Recensione: The Last Horizon

C’erano una norvegese, un tedesco, un belga, un finlandese e un olandese…

Non è l’incipit di una barzelletta, bensì il melting pot dell’attuale formazione degli Imperia, fieri rappresentanti del symphonic metal dal 2003, capitanati dalla prorompente personalità della vocalist Helena Iren Michaelsen.

Il 26 marzo vedrà la luce il loro nuovo album, “The Last Horizon”: 13 nuove tracce (più un  ri-arrangiamento) per un doppio cd della durata totale di 74 minuti – troppi per la pubblicazione anche in vinile.

La proposta non è delle più fresche, anche se nel complesso risulta ben eseguita. La traccia iniziale, “Dream Away”, è pomposa e roboante al tempo stesso; la Michaelsen gioca fin da subito la carta della sua ampia estensione vocale, anche se il continuo alternarsi tra cantato standard e lirico non dà al pezzo la dinamicità che forse avrebbe potuto conferirgli il dialogo con una voce in growl. “Starlight”, scelta come singolo d’apertura, vira verso una direzione più pop e orecchiabile, complici i gradevoli inserti in chiave folk. Con “To Valhalla I Ride” facciamo un salto indietro nel medioevo; la canzone si apre con una sorta di filastrocca infantile, per poi virare verso atmosfere maestose e gotiche. La vocalist svetta su tutti, narrandoci di gesta eroiche e del suo cavallo bianco, perso nella nebbia, mentre si lascia alle spalle i cadaveri dei nemici. Un po’ clichè, ma a questo giro funziona. Un’altra prova molto convincente della Michaelsen è in “Flower And The Sea”, in cui il suo potere vocale mette in ombra il resto della band. Con “Blindfolded” arriva il primo capitombolo: il pezzo suona infatti come un pot-pourri di tanti componimenti messi assieme, con l’aggravante di un testo che scivola quasi nel pacchiano (“Full of fire, so full of desire, I cum for you, you cum for me” … ma che, davvero?). Ci si risolleva poco dopo con un lentone d’amosfera, “While I Am Still Here”, in cui il crescendo emozionale del ritornello è accompagnato persino da qualche spunto doom. Peccato solo per la prolissità (quasi otto minuti di durata non erano davvero necessari). “Only A Dream” è ancora una volta molto legata agli stilemi del metal sinfonico, con una (già sentita) alternanza di lenti passaggi al pianoforte ed esplosioni ritmiche. In “Where Are You Now” troviamo ad accoglierci una vivace intro di violino di Henrik Perellò, direttamente dalla Nationaloper di Helsinki, ma non basta purtroppo a far decollare il pezzo, che si trasforma presto in una non memorabile ballad acustica. Si recupera un po’ di verve con “I Still Remember”, che permette ancora una volta a Helena Michaelsen di dare sfoggio delle proprie notevoli doti vocali, mentre passaggi e orchestrali e chitarra sembrano restare ancora una volta in secondo piano. Gradevoli le suggestioni gipsy-medievali di “Dancing”, che ricorda da vicino i Blackmore’s Night, anche se la canzone sembra essere stata infilata un po’ a forza nel disco, vista la poca continuità con tutte le altre tracce. “My Other Half”, ballad onestamente un po’ sciapa fatto salvo per il guizzo dell’assolo centrale, ci conduce verso la buona prova di “One Day”, caratterizzata da improvvisi cambi di velocità, nella quale le orchestrazioni vengono finalmente messe in risalto. L’elettronica ritmata in “I Send You My Love” ne disturba un po’ il pathos, conducendoci verso la chiusura del disco con la versione inedita per voce e pianoforte di “Let Down”, traccia già contenuta nel disco “Secret Passion” del 2011 .

Considerato che “The Last Horizon” rappresenta la sesta fatica in studio della band, sembra che gli Imperia siano ancora alla ricerca di una propria storia da scrivere. Troppo facile asserire che il genere sinfonico con voce lirica femminile ha avuto il suo momento di massimo splendore sulla scena metal nel primo decennio degli anni 2000, per poi passare un po’ in cavalleria. La realtà è che i gruppi più rappresentativi del genere (pensiamo a Nightwish, Epica e Within Temptation) hanno saputo mantenere alta l’aspettativa attorno a sé, tentando di disco in disco un rinnovamento stilistico – pur senza denigrare mai il sound delle origini. Con gli Imperia sembra che questa voglia di coerenza ogni tanto prevalga su tutto il resto: sempre molto fedeli a sé stessi, ma poco innovativi e originali (nelle melodie e ancor di più nelle tematiche trattate). Magari la settima volta sarà quella buona; nel frattempo, è una sufficienza con riserva.

Etichetta: Massacre Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Dream Away 02. Starlight 03. To Valhalla I Ride 04. Flower And The Sea 05. Blindfolded 06. While I Am Still Here 07. Only A Dream 08. Where Are You Now 09. I Still Remember 10. Dancing 11. My Other Half 12. One Day 13. I Send You My Love 14. Let Down (Piano Version)
Sito Web: http://imperiaband.com/

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