Equiseti – Recensione: Il Rito

Equiseti è il progetto ‘pomp’ di Fabrizio Bonanno, chitarrista di lungo corso tra le fila dei prog-metallari Wounded Knee. Insieme a lui il basso di Federica Rubino e la voce di Simone Carabba, con vari ospiti ad occuparsi delle restanti parti strumentali. Come spesso accade nei lavori che vedono coinvolto l’axe man ligure, se la matrice di partenza è chiara (come si è detto qui si tratta di pomp-progressive) non altrettanto schematico e determinato a priori è il risultato finale: l’incipit di ‘Crystal Square (The Cube)’ con i suoi lunghi riff e le plananti tastiere ottantiane fa pensare ai Saga, ma già dalla seconda traccia ‘Nerone’ le cose si complicano: grazie all’interpretazione teatrale di Carabba ed al testo in italiano la memoria corre a quanto realizzato in ambito prog negli anni settanta. ‘Wind Of Freedom’ spiazza ancora di più proponendosi inizialmente come ‘classico’ strumentale di intermezzo ma sviluppando in seguito dissonanze pianistiche e di clavicembalo sovrapposte a sviluppi ritmici tra il folk ed il medio-oriente per un risultato che spiazza tanto quanto affascina. Musica in totale libertà e guizzo di intuizione davvero notevole.

E’ poi un altro strumentale, ‘Winter Lake’, a confermare gli aspetti migliori de ‘Il Rito’ ovvero la commistione fra distorsioni rock e sperimentazioni con strumenti etnici legate da buon gusto e melodia. Non tutto è messo perfettamente a fuoco, visto che le linee vocali a volte risultano poco incisive (forse per esaltare composizioni non esattamente ‘facili’ sarebbe stato necessario avre a disposizione il talento di di un Gildenlow o, per rimanere in italia, di un Piras) mentre la pur professionale produzione evidenzia comunque che il budget a disposizione non è stato altissimo.

Però, ed è un ‘però’ poco trascurabile, quando arriva il delizioso intermezzo acustico a nome ‘Le Valli Perdute’ ci si perde con un sorriso tra le serene scorribande di pianoforte e chitarra ed ascoltando l’ipnotica danza pagana intitolata ‘Il bosco’ si percepisce chiaramente che a muovere i protagonisti è l’amore per la musica ‘a prescindere’ da qualsiasi considerazione extra-artistica. Un’attitudine che va premiata non solo per le buone intenzioni, ma soprattutto per i risultati.

In conclusione ci sentiamo di incoraggiare le esplorazioni unplugged etno-mutanti che segnano alcuni dei momenti migliori di questo progetto e sottolineiamo che le partiture strumentali sono spesso di valore espressivo superiore alla norma.

Voto recensore
7
Etichetta: AB Records

Anno: 2001

Tracklist: 01.Crystal Square (The Cube)
02.Nerone
03.Wind Of Freedom
04.When A Dog Finds A Home
05.Winter Lake
06.Freak Out
07.Le Valli Perdute
08.Wayana
09.Hunt The Hunter!
10.Il Bosco

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