Ice Nine Kills – Recensione: I Heard They KILL Live

Era il 30 Novembre 2019, nessun virus minacciava la vita quotidiana e gli Ice Nine Kills si presero il palco sold out del “The Palladium”, a Worcester, per un ora ed un quarto di sano metalcore a tema horror. Il resoconto di quella serata verrà poi rilasciato da Fearless Records il 30 ottobre 2020 sotto il nome “I Heard They KILL Live”, chiaro riferimento ai NOFX ed al loro disco “I Heard The Suck Live!!” (1995), la cui stessa copertina è stata parodiata dal quintetto di Boston e la loro mania per le pellicole dell’orrore. Per chi non è familiare con la proposta artistica della band, gli Ice Nine Kills mischiano un metalcore scuola As I Lay Dying con una produzione quasi teatrale, fatta di arrangiamenti con archi e fiati fini a creare l’atmosfera che identifica il gruppo stesso, fortemente ispirata da film horror/slasher. Qui non si parla propriamente di ispirazione però, ma di vera e propria devozione in quanto nel loro ultimo lavoro in studio, “The Silver Scream” (2018), le cui tracce compongono in buona parte la setlist di questo nuovo live album, la band omaggia un film diverso per ogni canzone: da “The American Nightmare”, che si rifà al mondo di “A Nightmare on Elm Street”, a “IT Is The End”, pezzo che narra la storia dell’amato clown Pennywise, passando da Venerdì 13, Saw, Halloween, insomma ci siamo capiti.

Dopo una gita allo Stanley Hotel, più noto come l’Overlook Hotel nel film di Shining, nel quale il gruppo ha registrato l’EP live in acustico “Undead & Unplugged” uscito sempre nel 2020, “I Heard The KILL Live” ci travolge con la vera e propria esperienza dal vivo targata Ice Nine Kills, in tutta la sua rabbia e precisione. La mastodontica setlist di 19 pezzi si apre con “Thanks God It’s Friday” e continua documentando gli ultimi anni della band, da “Every Trick In The Book” (2016) al sopracitato “The Silver Scream” (fatta eccezione per il pezzo “The Fastest Way To a Girl’s Heart Is Through Her Ribcage”, presente nel loro lavoro del 2014 “The Predator Becomes The Prey”), con una sola costante in mente: nessuna pausa. Gli unici momenti che l’ascoltatore ha per respirare sono infatti rappresentati dalle rare ballate tra cui “A Grave Mistake” e “Tess-Timony”, che servono a spezzare una sfuriata appesantita da un mix che accentua l’imponente batteria volta a farci dimenticare il concetto di dinamica a suon di blastbeats e rullate martellanti. Il guitar work risulta dunque un filo sommerso, ma decisamente notevole considerato il recente cambio di formazione, discorso che vale anche per il basso. Vocalmente, Spencer Charnas ci delizia con la sua particolare miscela di voce pulita quasi impeccabile (armonizzata in modo eccellente dalle seconde voci) ed un comparto screams/growls da far invidia alla scena deathcore attuale in tracce come “Merry Axe-Mas”.

Canzoni come “SAVAGES” e “The World In My Hands”,infine, giocano molto sullo scambio Spencer-pubblico in un modo che risulta veramente nostalgico nel 2020, soprattutto per una persona come il sottoscritto che sta iniziando a contare gli anni passati dall’ultimo concerto visto dal pubblico, mentre una menzione speciale va alla cover davvero bella di “Thriller”, dell’intramontabile Michael Jackson.  Chiude la fila “IT Is The End” e cala il sipario su un disco che eccelle nell’intento di far salire la voglia di tornare a disfarsi i gomiti e sporcarsi le scarpe di birra sul pavimento del locale di fiducia, godendosi una band che fa della presenza scenica e della gestione teatrale del palco uno dei suoi tanti punti di forza senza però tralasciare l’importanza della musica che viene suonata.

Etichetta: Fearless Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. Thank God It’s Friday 02. The Jig Is Up 03. SAVAGES 04. The Nature Of The Beast 05. The World In My Hands 06. Communion Of The Cursed 07. A Grave Mistake 08. Your Number’s Up 09. Rocking The Boat 10. Merry Axe-Mas 11. Thriller 12. Hell In The Hallways 13. Stabbing In The Dark 14. The Fastest Way To A Girl’s Heart Is Through Her Ribcage 15. Love Bites 16. Tess-Timony 17. Me, Myself and Hyde 18. The American Nightmare 19. IT Is The End
Sito Web: https://iceninekills.com/

Matteo Pastori

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Nerd ventiduenne appassionato di tutto ciò che è horror, bassista a tempo perso e cresciuto a pane e Metallica. La musica non ha mai avuto etichette per me, questo fa si che possa ancora sorprendermi di disco in disco.

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