Ic Rex – Recensione: Tulen Jumalat

“Tulen Jumalat” è il quarto album in studio dei finlandesi IC Rex, progetto del chitarrista e vocalist Artifex IC (al secolo Ismo Meinander), di fatto unico membro effettivo del gruppo, sebbene coadiuvato durante le registrazioni da una parte della line-up dei Saturnian Mist.

Il nuovo album non si discosta dai canoni del black metal di carattere epico e melodico caro al nostro, in continuità con i precedenti e più che apprezzabili lavori di cui “Tulen Jumalat” è la naturale prosecuzione.

Artifex IC inanella otto tracce che a livello sonoro presentano leggere continuità con band come i Dark Fortress e i Naglfar, dove nulla conta l’originalità ma l’impatto emozionale creato e la forma canzone scorrevole già ben rodata scelta dal mastermind. La registrazione è ruvida e le strutture dei pezzi piuttosto ricorsive, ma questo non impedisce agli IC Rex di offrirci delle melodie portanti enfatiche e coinvolgenti, diluendo sapientemente sprazzi di musica ambient, tastiere e voci femminili, il tutto utilizzato come contorno senza depauperare la matrice black del suo alone maligno.

Quanto basta a rendere brani come il solenne mid-tempo “Heimdall”, la più aggressiva “Lucifer” e ancora l’epica, suggestiva “Prometheus”, degli ottimi esempi di genere che potranno accompagnare a lungo gli ascolti degli appassionati di questo sitle espressivo. Valore aggiunto è la voce di Artifex IC, ruvida ma interpretativa anche nelle parti pulite, alla quale fungono da controaltare dei cori sinistri.

A otto anni dall’ultimo studio album “Vedenjakaja”, il nuovo “Tulen Jumalat” è una buona occasione di rilancio per questa band interessante ma ancora poco conosciuta.

Voto recensore
7
Etichetta: Saturnal Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Intro 02. Ilmarinen 03. Melek-Taus 04. Heimdall 05. Lucifer 06. Prometheus 07. Agni 08. Ikuinen Musta Liekki
Sito Web: https://www.facebook.com/IsaKennazRex

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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