Meshuggah – Recensione: I

Dichiarazione d’identità questo ‘I’. Un EP di un unico brano della durata di circa 21 minuti che rappresenta a pieno il personale strumento di sregolata violenza sonora messo a punto dai cinque svedesi in questi anni. Inizia con uno snervante assalto frontale, preludio all’angosciante momento successivo, interminabile ed allucinato urlo che affoga nell’apocalisse musicale più insensata. Poi via, entro le solite scomposte ed impossibili ritmiche powered by Meshuggah. La loro progressione stilistica riverbera in ‘I’, annientandoci con accelerazioni thrash mozzafiato (se scrivessero brani semplicemente thrash, farebbero molto più male dei gruppi attualmente in circolazione), trasportate nello sbilenco andamento del seminale e prog(redito) ‘Destroy Erase Improve’, nel caos ritmico di ‘Chaosphere’ e nella nichilista ossessività di ‘Nothing’. Immancabili anche le divagazioni fusion di Thordendal, unico sfogo melodico all’interno di una claustrofobica e compatta struttura. Solo due i momenti di respiro disseminati lungo l’arco dei 21 minuti di ‘I’: il primo psicotico ed improvviso intermezzo in cui Thordendal si diletta con malate sperimentazioni chitarristiche (forse degli armonici effettati?), il secondo dilatato break costituito da arpeggi e giri di basso "sospesi". Questione di pochi minuti, perché subito dopo il richiamo al mastodontico ‘Nothing’ è evidente e così, con il suo voluto incedere oppressivo, ci trascina inermi fino alla conclusione.

Di pari passo a questa alienante esperienza sonora va il concept lirico di ‘I’, rassegnata e cinica decostruzione dell’io interiore.

C’è da interrogarsi sul significato di tale EP, per capire se possa rappresentare la chiusura di una fase della loro carriera ed il conseguente inizio di un’ulteriore progressione, o semplicemente un antipasto per rendere meno snervante l’attesa del prossimo full-length. Noi, dal canto nostro, temiamo fortemente la prima delle due ipotesi. Comunque sia, è certo che i Meshuggah abbiano di nuovo mietuto vittime. Per fortuna.

Etichetta: Fractured Transmitter Records

Anno: 2004


0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login