Graveyard – Recensione: Hisingen Blues

Rock, venato di blues tosto e psichedelico in questa seconda uscita targata Graveyard (prima con la Nuclear Blast).

Il quartetto da Göteborg mette su un album che, sin da subito, si rivela compatto e molto appetibile, fatto di suoni al limite dell’appeal risalente agli anni ’70 e, quindi, molto retrò nell’approccio sia sonoro, sia, a volte, in fase di songwriting.

Questo, però, non è da intendere, nella maniera più assoluta, come un demerito della band, bensì come uno dei principali e predominanti punti di forza del combo svedese e di questo disco, questo blues di Hisingen (che altro non è se non la quarta isola, in ordine di grandezza, della Svezia) che colpisce e centra il bersaglio già dalle prime note.

Le atmosfere che pervadono l’album sono, come già detto, sì settantiane, ma proposte anche in una “salsa” molto moderna e sperimentale, capace di catturare l’ascoltatore e trascinarlo in territori che pagano un doveroso dazio sia agli Zeppelin che ai Purple, ma anche totalmente inesplorati e sconosciuti, dove tutto quello che accade non è per niente scontato o immaginabile.

Se la Cina è vicina, la Scandinavia lo è ancora di più e dimostra, ogni giorno ulteriormente, di riuscire a sfornare gruppi talentuosi e validi, in ogni settore musicale. Non sono, di certo, un’eccezione i Graveyard, e questo “Hisingen Blues” ce lo dimostra ampiamente.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2011

Tracklist:

01. Ain’t Fit To Live Here
02. No Good, Mr. Holden
03. Hisingen Blues
04. Uncomfortably Numb
05. Buying Truth (Tack & Förlåt)
06. Longing
07. Ungrateful Are The Dead
08. Rss
09. The Siren
10. Cooking Brew (Bonus Track)


Sito Web: http://www.myspace.com/graveyardsongs

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