1349 – Recensione: Hellfire

A poco più di un anno di distanza dal mediocre ‘Beyond The Apocalypse’ (un disco piuttosto scontato aggravato anche da una registrazione approssimativa) i blacksters norvegesi 1349 (band nelle cui fila milita anche Frost dei Satyricon dietro alle pelli) tornano con ‘Hellfire’, un lavoro molto più convincente rispetto al suo predecessore.

Sia chiaro, il nuovo album dei 1349 è sempre legato ad un old-school black metal che non lascia compromessi alla melodia, velocissimo e intransigente, ma questa volta i brani sono più ragionati, la violenza non è fine a sé stessa ma stemperata da una maggiore perizia tecnica che consente alle canzoni di acquisire una forma ben definita.

Ne abbiamo un immediato esempio nell’opener ‘I Am Abomination’, un brano dalla velocità impressionante sostenuto da un riffing continuo e da una sezione ritmica tellurica in cui fanno capolino delle graffianti parentesi più thrash-oriented. Citiamo anche ‘Celestial Deconstruction’, ove i riff di chitarra, pur sempre scarnificanti, si fanno più vari e corposi e ancora ‘From The Deeps’, forse il brano in assoluto più “maligno” e intransigente posto in essere dai 1349.

Una menzione a parte la merita poi la conclusiva ‘Hellfire’, una canzone molto lunga (la durata è di circa 11 minuti) in cui confluiscono più rallentamenti (sempre e soltanto a livello di sfumatura, sia chiaro!) e momenti epici che contribuiscono a rendere il pezzo marziale e di forte impatto per l’ascoltatore.

Ma nonostante tutto i 1349 rimangono uno degli act in assoluto più violenti e “marci” che il panorama black possa vantare. Non è sempre facile incanalare la rabbia sonora e plasmarla a proprio piacimento, ma questa volta l’act norvegese riesce nell’impresa, regalando un’opera che consigliamo di aggiungere alla vostra collezione.

Voto recensore
7
Etichetta: Candlelight / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01.I Am Abomination
02.Nathicana
03.Sculptor Of Flesh
04.Celestial Deconstruction
05.To Rottendom
06.From The Deeps
07.Slaves To Slaughter
08.Hellfire


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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