Immolation – Recensione: Harnessing Ruin

Qualcosa sembra essersi incrinato all’interno di una delle migliori e più significative band dell’intera storia del death metal. Dopo due album complessi e dissonanti gli americani Immolation si ripresentano con un lavoro decisamente più accessibile e con le dovute proporzioni fin troppo melodico. ‘Harnessing Ruin’ mantiene infatti tutti i tratti distintivi che hanno reso riconoscibile il suono del gruppo, ma rispetto al passato qualcosa rimane sospeso senza prendere forma concreta. Stiamo parlando di quella capacità unica di evocare scenari oscuri e apocalittici che i nostri hanno saputo evolvere fin dagli esordi per trasformarla in qualcosa di sempre più mostruoso e soffocante e che qui viene immancabilmente smorzata da una serie di scelte poco felici. La produzione, innanzitutto, non rende per nulla giustizia al lavoro della base ritmica che viene mortificata da una mancanza di nitidezza che va oltre la legittima scelta di suonare ‘dark’. Ma anche il songwriting appare poco lucido, soprattutto perché all’intenzione di semplificare la struttura dei brani non fa seguito un convincente utilizzo delle melodie, che rimangono troppo spesso solo accennate o chiuse dal desiderio di fermarsi nel solco della brutalità a tutti i costi. Troppa indecisione che produce una serie di song ricche di idee e spunti che non riescono però a diventare quello che ci si aspetterebbe. Non un disastro, che sia chiaro, ascoltare una band di tale livello è sempre un piacere e specialmente la prima la parte del disco contiene idee sufficienti a giustificare l’acquisto di ‘Harnessing Ruin’, ma certamente un passo indietro che ci auguriamo non sia l’inizio della parabola discendente di una carriera fin’ora sempre in ascesa.

Voto recensore
6
Etichetta: Listenable / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. Swarm Of Terror
02. Our Saviour Sleeps
03. Challenge The Storm
04. Harnessing Ruin
05. Dead To Me
06. Son Of Iniquity
07. My Own Enemy
08. Crown The Liar
09. At Mourning's Twilight

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