Social Distortion – Recensione: Hard Times And Nursery Rhymes

“Machine Gun Blues” è un titolo che riassume bene la filosofia artistica di Mike Ness. Leader indiscusso da oltre 30 anni dei Social Distortion, band guida della scena californiana (sono originari di Orange County), Ness è un personaggio carismatico che, tra alti e bassi, ha portato il suo gruppo fino ai giorni nostri. Considerati la versione punk dei Rolling Stones, una delle fonti d’ispirazione principali di Ness, nel sound dei SD hanno spesso fatto capolino sonorità western/country/rockabilly che rappresentano l’altra passione musicale del tatuato frontman.  A tal proposito, fate vostro il primo (ottimo) lavoro da solista di Ness “Cheating At Solitaire”, con la partecipazone straordinaria di Springsteen, Setzer e Josh Freese.

“Hard Times And Nursery Rhymes”, a parte qualche episodio riuscito, non è da considerarsi tra i migliori album dei SD. La struttura dei brani è, particolarmente, statica e se non fosse per la presenza, in un paio di brani, di un coro femminile che sprigiona un gusto soul, questa volta le idee latitano. La band suona bene, Ness è sempre credibile nei panni del rocker maledetto ma a conti fatti il nuovo album è poco più che sufficiente.

Forever Outlaws

Voto recensore
6,5
Etichetta: Epitaph

Anno: 2011

Tracklist:

01. Road Zombie
02. California (Hustle And Flow)
03. Gimme The Sweet And Lowdown
04. Diamond In The Rough
05. Machine Gun Blues
06. Bakersfield
07. Far Side Of Nowhere
08. Alone And Forsaken
09. Writing On The Wall
10. Can't Take It With You
11. Still Alive


Sito Web: http://www.socialdistortion.com

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