Hammerfall – Recensione: Hammer of Dawn

Devo confessare di essere un grandissimo fan degli Hammerfall, sia per motivi affettivi sia perché, anche negli album meno brillanti, riescono comunque a piazzare un paio di pezzi che non si scollano dalla mente e anche i pezzi peggiori in sede live diventano delle bombe divertentissime e spettacolari.

Con questa premessa vado a raccontarvi cosa penso del nuovo album, vi anticipo che mi è piaciuto parecchio perchè è stato in grado di mantenere il marchio degli svedesi senza mai risultare una copia carbone del passato.

Partiamo con “Brotherhood” dedicata all’amicizia tra Joacim Cans e Oscar Dronjak, non so quanto sia reale anche se nell’intervista che potete leggere QUI sembra molto sincera, ma indubbiamente l’alchimia tra i due è innegabile, dal punto di vista musicale troviamo una bella alternanza di momenti tirati e momenti più rilassati.

Subito dopo troviamo la title track in coppia con “No Son Of Odin” che ribadiscono che gli Svedesi sono i migliori per creare brani memorabili apparentemente semplici ma che rimangono in testa per poi diventare più articolati ad ogni ascolto; in questo la band non ha eguali nel genere.

Arriviamo così a “Venerate Me” in collaborazione con King Diamond: questa canzone ha l’abilità di portare le atmosfere del danese nel mondo degli Hammerfall amalgamando sapientemente;  la seguente “Reveries” sembra quasi risentire degli influssi della canzone precedente rimangono ancora come sotto l’influenza dell’iconico cantante.

Arriviamo a “Too Old To Die Young” che, pur non essendo tra i brani più ispirati , ha un titolo che farà sorridere tutti i metallari non di primo pelo come il sottoscritto; seguito dalla ballad “Not Today”, un po’ diverse a cui ci hanno abituati, quasi con una patina antica sopra, diciamo rimandata a settembre.

Invece promossa a pieni voti “Live Free Or Die” canzone perfetta live, il menu prevede pogo, corna al cielo e ritornello da urlare sotto il palco come non ci fosse un domani, veramente faticosa da ascoltare seduti e fermi.

Giungiamo al termine del disco con due proiettili che rispondono al nome “State Of The W.I.L.D.”   e “No Mercy” se la prima rallenta un po’ in alcuni momenti per far prendere fiato, la seconda fa di tutto per dare il colpo di grazia. 

Siamo arrivati in fondo ad un ottimo album, gli Hammerfall non perdono un colpo e dimostrano ancora una volta di essere una macchina perfettamente oliata, se vi piacciono certe sonorità sono un gruppo imprescindibile.

Etichetta: Napalm Records

Anno: 2022

Tracklist: 1. Brotherhood 2. Hammer Of Dawn 3. No Son Of Odin 4. Venerate Me 5. Reveries 6. Too Old To Die Young 7. Not Today 8.Live Free Or Die 9. State Of The W.I.L.D. 10. No Mercy
Sito Web: https://www.hammerfall.net/

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