Hamlet – Recensione: Hamlet

A dispetto del nome, gli spagnoli Hamlet sono da considerarsi tra i prime movers della scena hardcore/crossover locale. Almeno così ci spiegano le note inviateci dalla casa discografica, dato che la eco della loro fama underground non è stata tanto rumorosa da raggiungere le nostre orecchie prima d’ora. Sta di fatto che l’attività della band sia già più che decennale, e l’omonimo lavoro in questione sia l’album numero sei di una discografia dall’evidente successo in patria. A conferma di ciò abbiamo la scelta di affidare la (ottima) produzione al non certo economico Colin Richardson e l’enfasi promozionale con qui gli Hamlet ci vengono presentati. Tutto questo non basta però a fare del gruppo qualcosa di più di un epigono poco significativo del crossover-metal più classico, almeno circoscrivendo il giudizio a quest’ultima pubblicazione. Un bel miscuglione di Rage Against The Machine, Moltov, Soulfly, Metallica, Laberinto e qualsiasi altro nome vi venga in mente, non è esattamente quello che ci può impressionare oggi. Detto ciò, dobbiamo altresì sottolineare come il livello di professionalità espresso sia quantomai inattaccabile, tranquillamente alla pari delle uscite che dettano legge nelle classifiche d’oltreoceano. Certo, la presenza contemporanea sul mercato di centinaia di prodotti similari non aiuta ad appassionarsi a certe sonorità, nemmeno quando ci sono dietro convinzione ed esperienza notevoli. Mi dispiace cari Hamlet, ma il nostro incontro è stato probabilmente tardivo, e augurandovi il meglio per il futuro, vi dico anche un poco malinconico addio.

Voto recensore
6
Etichetta: Locomotive/Frontears

Anno: 2002

Tracklist: Limitate / Queda Mucho Por Hacer / Vivo En El / No Lo Entiendo / El Disfraz / Versus / Mira Hacia Atras / Acuerdate De Mi / Ni Un Solo Instante / Esperare En El Inferno / Desorden

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