Greenleaf – Recensione: Rise Above The Meadow

Stoner rock ruvido e a tratti molto intenso quello degli svedesi Greenleaf, arrivati al sesto album con il solo Tommi Holappa (chitarrista e compositore) ad essere presente fin dalla fondazione della band, nata come un suo side project rispetto ai Dozer. Il cantante Arvid Jonsson mostra sicurezza e personalità dopo il debutto due anni fa su “Trails And Passes”, e così pure la sezione ritmica formata da Johan Rockner al basso e Sebastian Olsson mette furia e passione al servizio delle divagazioni di Holappa: le date in tour, evidentemente, pagano.

Sfuriate improvvise – “Pilgrims” e “Tyrants Tongue” meritano più di altri episodi una menzione per questo – sono alternate a pezzi più convenzionali, ma su tutto aleggia una piacevole atmosfera di caos e libertà. L’avvio terremotante di “A Million Fireflies”, la sinuosa “Howl” con la sua andatura sincopata, la più elaborata e a tratti eterea “Levitate And Bow” sono alcuni dei momenti più intensi di un album che punta su sensazioni ed improvvisazioni, andando a costruire ed elaborare sulle intuizioni spesso felici di Holappa.

Un lavoro imperfetto nel senso buono del termine, che sembra arrivare dritto dritto dalle nebbie degli anni Settanta, rimasticando in forma molto libera e senza soluzione di continuità gli ingredienti allora freschi seminati da Led Zeppelin e Grateful Dead su tutti.

Greenleaf - Rise Above The Meadow

Voto recensore
7
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. A Million Fireflies 02. Funeral Pyre 03. Howl 04. Golden Throne 05. Carry Out The Ribbons 06. Levitate And Bow (Pt. 1 & 2) 07. You´re Gonna Be My Ruin 08. Tyrants Tongue 09. Pilgrims 10. High And Low (Bonus Track)
Sito Web: https://www.facebook.com/greenleafrocks/

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