Bongzilla – Recensione: Gateway

E’ giunto il momento di un altro raccolto per la Fatto-Zilla, notissimo posto in cui i Fratelli e le Sorelle del Bong si riuniscono per le loro feste a base di deserto e marjuana. Otto sono le nuove profumazioni che ci vengono consegnate in ‘Gateway’ per la colelzione autunno/inverno 2002. Le facilonerie ci portano a pesare il disco come un altro episodio stoner rock, ma ben distante dalle atmosfere desertiche e più figlio delle feste a base di erba. Tanto che i suoni stessi vengono pesati con una bilancia in crisi di identità e sull’orlo della trasmutazione in monta carichi. Il raccolto è stato veramente buono, questa volta, tanto che gli stessi produttori hanno sperimentato gli assaggi sul maialino di casa (‘Stone A Pig’ è emblematica) prima di fermarsi a riflettere(!) e giocare con gli strumenti in ‘666lb Bongsession’, una sorta di happening desertico all’interno del cascinale. Meno intenso rispetto a quanto proposto da Electric Wizard in tempi recenti, comunque dotato dei sussulti giusti per far gioire tutti gli estimatori dello “stoner meticcio” dalla voce biascicata e rigorosamente in secondo piano, immersa nel fumo spesso delle cucine della FattoZilla e nell’ignoranza totale della loro proposta musicale. Per un autunno caldo o per stoner-dipendenti. Una nota a margine per quanto concerne i testi: hanno la medesima forza evocativa di alcune liriche true metal, solo che qui l'”hail and kill” diventa “waiting for the hash”. Imperdibile la canzone d’amore ‘Trinity’, forse la prima “love song” dedicata all’hashish… Bong!

Etichetta: Relapse / Self

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Greenthumb / Stone A Pig / Sunshine Green / 666lb Bongsession / Trinity / Gateway / Keefmaster / Hashdealer


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